Roma Pride, la Regione Lazio revoca patrocinio per edizione 2023: «No al sostegno a chi promuove utero in affitto». Lo comunica la giunta regionale sottolineando che malgrado «ribadisce il proprio impegno sui diritti civili, come dimostra, del resto, l’operato pluriennale del Presidente Francesco Rocca», la firma istituzionale della Regione “non può, né potrà mai, essere utilizzata a sostegno di manifestazioni volte a promuovere comportamenti illegali, con specifico riferimento alla pratica del cosiddetto utero in affitto”.
Ed ancora “Quanto avvenuto rappresenta un’occasione persa per costruire un dialogo maturo e scevro da ogni ideologia – fortemente voluto e sentito da questa Amministrazione – per promuovere una reale inclusione e combattere ogni forma di stigma e discriminazione”. una decisione destinata a far discutere. Il primo in provincia di Frosinone a commentare la decisione è il segretario provinciale del Pd, Luca Fantini che dice:”La revoca del patrocinio della Regione Lazio al Pride di Roma rappresenta un clamoroso passo indietro sul terreno dei diritti civili. Con una motivazione strumentale e pretestuosa si tenta di ostacolare una manifestazione storica e di mettere il bavaglio ad un’intera comunità. Sabato, come Federazione provinciale del Partito democratico di Frosinone, saremo orgogliosamente presenti a Roma”. Da Roma, poco fa è intervenuta la consigliera del Partito Democratico Marta Bonafoni, presidente della XIII Commissione Trasparenza e pubblicità che dice:”La revoca del patrocinio della Regione al Roma Pride, deciso poco fa dal Presidente Rocca, è un’occasione sprecata e un brutto segnale. Dimostra l’incapacità di sostenere una battaglia giusta, quella per l’ascolto delle istanze e la promozione dei diritti di tuttə, che – pur nella legittima e auspicabile differenza di idee e opinioni – dovrebbe rappresentare un impegno di tutte le forze politiche. Ancora una volta, invece, dopo la consueta alzata di scudi da parte dei Pro Vita, prevale un approccio ideologico e un’idea di società ristretta e ingiusta. Anche per questo, sabato saremo in piazza, insieme alla comunità LGBTI+”. Così invece la consigliera regionale Pd del Lazio, Eleonora Mattia: “Un passo indietro sulla tutela dei diritti civili e un brutto segnale nei confronti di quella cultura fatta di tolleranza e pari opportunità che con tanto impegno in questi anni abbiamo coltivato come Istituzioni in costante osmosi con la società civile. Un percorso intrapreso contro ogni discriminazione e soprattutto in risposta alla cultura dell’odio spesso sfociata persino in episodi di aggressioni e di violenza. Come Istituzioni dobbiamo dare il buon esempio e, in tal senso, il ritiro del patrocinio al Roma Pride da parte della Regione Lazio non è un segnale incoraggiante”. RP
