La cerimonia di intitolazione al giornalista e scrittore alatrense, si terrà il prossimo sabato 25 maggio alle ore 12.

Sarà la strada che conduce alla Chiesa di Portadini, a cui lo storico uomo di cultura alatrense era legatissimo, ad avere il suo nome, così come chiesto diversi anni fa dai confratelli della confraternita della chiesetta alla Commissione toponomastica presieduta, nella scorsa amministrazione, da Tonino Scaccia che la votò all’unanimità. Passata la pratica alla nuova commissione del presidente Tiziano Latini, finalmente, l’iter ha avuto la sua conclusione con l’ok della Prefettura.
Alberto Minnucci, dopo gli studi umanistici, fu, tra l’altro, dirigente dell’Ente Nazionale Orfani Lavoratori di Frosinone (ENAOLI). Per oltre 30 anni fu puntuale interprete dei bisogni della comunità locale dalle pagine de il Messaggero e di Avvenire. Seguì da protagonista la direzione della testata giornalistica locale Lunedì Sera. Dalle sue cronache emergevano non solo fatti ma anche vere e proprie frustate di ribellione civile e contro il potere burocratico. Non venne mai meno alle sue battaglie contro il potere tanto che, si dimise da Consigliere comunale quando fu ventilata l’incompatibilità della carica di Amministratore con l’attività di giornalista. Suggestive e indelebili le frasi scelte per raccontare il mese di maggio a Portadini attraverso personaggi e gesti che non ci sono più. Per questo, soprattutto, si è scelto di avvicinare il nome di Alberto a Portadini, zona a cui era particolarmente legato da memorie familiari ed altrettanto antiche. Ricordiamo che per ricordare le battaglie di Alberto, nel 1996, è stato istituito il Premio giornalistico nazionale Alberto Minnucci specificatamente pensato per la figura del ‘corrispondente locale’ . Tra i giornalisti che hanno ricevuto il premio vi sono Bruno Vespa, Carmen Lasorella, Lilli Gruber, Enzo Biagi, Giorgio Tosatti. Presidente di giuria, Sergio Zavoli.
Andrea Tagliaferri