La decisione di sostituire i cubetti di porfido della pavimentazione del Centro storico di Ceccano con lastre di basalto e cubetti di marmo è finita al centro di un’interrogazione parlamentare, presentata la scorsa settimana dalla deputata ciociara del Movimento 5 Stelle, Ilaria Fontana, al ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, a cui viene segnalato come tale scelta possa impattare notevolmente su un centro storico che andrebbe diversamente e meglio tutelato.
La stessa onorevole, nell’atto ispettivo, spiega che l’opera di cui parla è prevista da un progetto denominato “lavori di messa in sicurezza del centro storico del comune di Ceccano” e finanziato attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) per investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale, per un importo totale di circa 1 milione di euro. Il progetto iniziale, però, non prevedeva l’impiego di basalto e marmo, ma la semplice sostituzione dei cubetti di porfido con dell’asfalto stampato, in varie zone del centro città di Ceccano. “Con una variante progettuale al progetto esecutivo iniziale – ricorda Fontana – è stata invece successivamente proposta, in luogo dell’asfalto stampato, la posa in opera di lastre di basalto e cubetti di marmo. In merito a questo cambiamento, la Soprintendenza rilasciava prontamente parere favorevole alla variante progettuale senza alcuna prescrizione specifica; con nota della direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio – soprintendenza archeologica delle arti e paesaggio per le province di Frosinone e Latina – del Ministero della cultura […] la proposta di modifica progettuale è stata considerata non sostanziale e migliorativa, autorizzando quindi le modifiche proposte ma senza rendere ulteriori motivazioni in merito all’inserimento di esse nel contesto urbano di riferimento”. L’onorevole grillina sottolinea quindi all’attenzione del Ministro come la piazza oggetto dell’intervento si trovi all’interno del centro storico medievale, attigua al Castello dei Conti di Ceccano, e che la stessa “non risulta in uno stato tale da giustificarne eccessivi lavori di riqualificazione”. Si dice quindi preoccupata che “la modifica, andando a cambiare anche la colorazione di alcune parti della pavimentazione stradale, pone ad avviso dell’interrogante la necessità di valutarne sia l’impatto in relazione all’area in cui essa si colloca che l’utilizzo di materiali generalmente non utilizzati nei centri storici locali”. Per questi motivi chiede allo stesso Ministro di conoscere quali valutazioni siano state effettuate, ai fini del rilascio dell’autorizzazione alla variante progettuale citata in premessa, circa la coerenza della modifica con il contesto urbano. Cesidio Vano
