Regione – Ambulanze ‘a gettone’: l’Anac indaga sull’Ares 118. Sotto la lente proroghe degli appalti e bandi di gara

Cesidio Vano
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(di Cesidio Vano) La gestione degli appalti per le ambulanze dell’Ares 118, ovvero l’agenzia regionale del Lazio per le emergenze sanitarie, è finita sotto esame da parte dell’Autorità nazionale anticorruzione. L’Anac, infatti, ha mosso alcune contestazioni e chiesto chiarimenti all’Ares relativamente al servizio di soccorso sanitario delle ambulanze nel Lazio.

L’istruttoria riguarda essenzialmente quello che viene qualificato come “servizio di soccorso sanitario in area extra-ospedaliera”. In particolare i fari dell’Anac sono puntati sulle proroghe annuali che, con prassi ormai quasi consolidata, l’agenzia regionale avrebbe ripetutamente concesso a vecchi appaltatori. Da parte sua l’Ares, per chiarire l’intera situazione e ogni eventuale addebito, ha conferito mandato ad un avvocato esterno, per una spesa prevista di 28.500 euro, così da rispondere alle richieste dell’Anac. L’Anticorruzione – stando anche a quanto riportato dai media nazionali (Repubblica e Il Fatto) – si sarebbe mossa a seguito di alcune perplessità maturate nel corso di verifiche sull’attività dell’Agenzia e anche in riferimento alla crescita delle spesa annua sostenuta per le ambulanze, segnalata anche dalla magistratura contabile. Sull’argomento va annotato che lo scorso anno, la spesa per i servizi appaltati è aumentata di 3 milioni di euro, passando a da 8,1 milioni a 11,1 milioni di euro. Una somma che è servita essenzialmente per pagare le cosiddette “ambulanze-spot”, cioè le autolettighe ‘on-demand’ a cui l’agenzia ha ricorso quando non ne ha più di proprie a disposizione (quello che accade, ad esempio, quando i mezzi di soccorso dell’Ares restano bloccate nei pronto soccorso poiché impossibilitate – per le lunghe ore di attesa – a ‘sbarellare’ il paziente trasportato e riprendere servizio). Al riguardo, la Corte dei Conti ha evidenziato i 40 milioni di debiti con cui è stato chiuso l’ultimo bilancio dell’Ares 118. Perplessità erano state già sollevate dopo la pubblicazione dell’ultimo bando di gara per l’affidamento dei servizi di emergenza. Per partecipare all’appalto, infatti, erano richiesti requisiti che solo chi già lavorava con Ares poteva avere: già iscritti all’albo dell’azienda e con automezzi già inseriti nell’albo regionale, oltre a possedere auto medicalizzate. Ad ogni modo, l’istruttoria dell’Anticorruzione punta a verificare la correttezza dell’operato dell’agenzia che sarebbe stata costretta, per non interrompere il servizi e in attesa di operare nuove gare d’appalto, a prorogare o affidare contratti molto onerosi e ditte di ambulanze private. In diversi casi, però, le società affidatarie dei servizi sono anche risultate amministrate o partecipate da soggetti coinvolti in diverse azioni giudiziarie per reati connessi con la turbativa d’asta, la frode in pubbliche forniture, l’associazione a delinquere.
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