(di Cesidio Vano) “La Madonna mi è apparsa e mi ha lasciato un messaggio per i fedeli”. Era, come oggi, il 21 aprile di otto anni fa. A parlare è Maria Giuseppa Scarpulla. È la prima volta che pronuncia quella frase e da qual momento diventerà Gisella Cardia (cognome del marito Gianni), in arte (sacra) veggente che parla con Maria e Gesù, che riceve messaggi e profezie dalla Vergine e che ha in casa un paio di statuette della Madonna di Medjugorje, che iniziano a sanguinare dagli occhi (a volte piangono anche olio profumato).
Il mito della madonna di Trevignano Romano inizia così. Era il 2016 e quel giovedì di primavera, Gisella (vuole così), nella sua abitazione di Trevignano Romano, provincia di Roma, era sdraiata a letto con suo marito a guardare la TV e ecco che le appare, vestita di bianco e d’azzurro, la Madonna. Così Gisella ha raccontato la prima volta di aver visto la Vergine: “Mentre ero con mio marito sdraiata sul letto a vedere la TV, sento una voce che mi chiamava. Chiesi a mio marito di abbassare il volume della televisione e nel girarmi verso la statuina posizionata sul comò, vidi la Madonna avvolta da un velo bianco e un mantello blu/celeste. In lacrime dissi a mio marito la Madonnina! la Madonnina! E d’istinto ci inginocchiamo ai piedi del letto”. È qui che Gisella riceve il primo messaggio dal Cielo: “Figlia mia, sono la Vergine Santa, non aver paura, ho scelto voi perché siete pieni d’amore e speranza e su questo deve essere fondata la vita. Ti invierò tante persone che devono essere convertite, non chiudere le porte ma aprite, affinché tutti possano vedere ed imparare ad amare mio figlio Gesù. Tornerò presto e anche loro (riferito ai miei famigliari) sentiranno la mia presenza come un segno. Ti benedico nel nome del padre, del figlio e dello Spirito Santo. Al termine dell’apparizione tutti i miei famigliari in casa hanno avvertito un suono di campanelle”. Le apparizioni si ripetono, il caso inizia a far clamore, anche perché il ‘mistero’ esce dalle stanza di casa Cardia e diventa ‘pubblico’ sul terreno che i coniugi Cardia, tramite un’associazione appositamente costituita, hanno acquistato sul lago di Bracciano (è area tutelata e qui inizieranno una serie di problemi con il Comune) per realizzarvi una zona di preghiera e collocarvi una statua della Vergine. Lì, il 3 di ogni mese, i fedeli che subito si aggregano alle rivelazioni di Gisella, si radunano per recitare il Rosario mentre lei, la veggente o tal si dice, all’incirca verso il 4° mistero, riceve l’apparizione e un nuovo messaggio mariano. Il tutto è proceduto, con un grande clamore mediatico che non ha portato bene alla visionaria, fin quando nei mesi scorsi la Curia di Civita Castellana, concluse le indagini religiose sul fenomeno di Trevignano, ha decretato che non vi sia nulla di soprannaturale da quelle parti e che sacerdoti e fedeli sono tenuti a stare a debita distanza dalle attività e dai riti che lì si celebrano. E, ahinoi!, non mancano neanche i miracoli, raccontati in alcune interviste dalla stessa Gisella, che parla – con fede ardente – di moltiplicazione di gnocchi e di pizza (pane e pesci è ormai qualcosa di démodé). Ecco i suoi – incredibili – racconti: “Non era prevista una cena per 15 persone – racconta Cardia – allora avevo un piccolissimo pranzo con degli gnocchi e il coniglio. Così ho detto a una mia amica che intanto io porto quello. E lei giustamente mi guardava per dirmi ‘ma che cosa ci fai con un piattino di gnocchi’. Vabbé qualcosa ci inventeremo. Allora portiamo questi gnocchi e questo coniglio, credimi veramente due pezzettini, e nel frattempo che li abbiamo riscaldati, nel frattempo lei ha preso qualcosa che aveva in freezer. Tutti abbiamo apparecchiato il tavolo. Io non so come sia stato possibile, ma mentre ci riscaldavamo e riempivamo i piatti, tutti avevano gli gnocchi e hanno mangiato in 15 persone. Ed è incredibile questa cosa”. Poi il caso della pizza ‘all you can eat’: “E poi c’è stato l’altro miracolo, quello della pizza. È successo poi un’altra volta, proprio qui a casa mia – spiega la “veggente” –. Un giorno una mia amica portò una teglia molto piccola di pizza per me e mio marito al massimo altre due persone. Qui eravamo 20-25 persone… e quella pizza non solo l’hanno mangiata tutti, ma è anche rimasta, l’abbiamo regalata. Era una teglia per 4 persone. L’abbiamo mangiata in 25″.
