Il caso – Il vino va letteralmente ‘a ruba’ nei supermercati di Roma: assieme a caffè e tonno è il prodotto più taccheggiato

Cesidio Vano
3 MIn Lettura
Il prodotto più rubato dagli scaffali di supermercati, ipermercati e discount della Capitale è il vino, ma sul podio salgono anche tonno e caffè. L’insolita classifica è stata redatta dalla Confcommercio di Roma, che segnala anche un boom di taccheggi nei centri commerciali, grandi e piccoli.

Confcommercio, infatti, ha realizzato un focus sui furti di merce esposte nei negozi di vendita della capitale: oltre ai tre prodotti detti, nella lista della spesa dei ‘mariuoli’ compaiono spesso anche altre tipologie di alcolici (dalla birra ai liquori), formaggi e salumi. Vino a parte, i malintenzionati si concentrano sui formati già porzionati o confezioni di dimensioni ridotte, apprezzando anche molto i preaffettati e i pregrattugiati. Nonostante molti centri commerciali abbiano provato a difendersi mettendo i prodotti più preziosi sottochiave o dotandoli di sistema antifurto, il taccheggio resta una delle eventualità più probabili nel corso della giornata lavorativa. Mediamente il valore della refurtiva arraffata per ogni taccheggio è di circa 14 euro. L’analisi dei tanti episodi segnalati, poi, ha fatto emergere anche un altro dato singolare: i furti avverrebbero preferibilmente nelle giornate di mercoledì o giovedì e raramente nei più affollati fine settimana. Gli autori dei ‘colpi’ – analizzando i casi in cui sono stati bloccati e denunciati – sono per la maggior parte uomini (56%) contro una minoranza di donne (44%), in genere con un’età molto variegata che spazia tra i 38 e i 60 anni. A voler dare credito alle giustificazioni che, i ladri pizzicati forniscono, parrebbe di capire che molte volte si arriva a rubare dagli scaffali per difficoltà economiche anche se in molti ammettono che hanno compiuto quel gesto per procurarsi un prodotto troppo costoso per le loro possibilità di spesa. I taccheggi, stando ai dati delle aziende di vendita al dettaglio e della grande distribuzione, in media i furti sarebbero – il dato è a livello nazionale – 400 al giorno e causerebbero una perdita prossima ai 4,6 miliardi di euro con un buco nell’inventario pari all’1,38% del fatturato annuo. A pesare sull’aumento di episodi di taccheggio nella Capitale, si ritiene abbia pesato molto il caro-vita esploso negli ultimi tempi e che vede una famiglia tipo della capitale spendere per la spesa circa 482 euro al mese, con circa il 20% destinato alla spesa alimentare. La spesa più pesante nel carrello delle famiglie resta quella relativa a carni e salumi (104 euro mensili) mentre per pasta, pizza, pane e cereali (l’esborso mensile è di 76 euro), verdura (61 euro); latte formaggi e uova (58 euro), frutta a 41 euro, pesce, 38 euro. Cesidio Vano
Condividi questo articolo
Nessun commento