Roma – Termovalorizzatore: la Procura indaga sulla compravendita del terreno che deve ospitale l’impianto

Cesidio Vano
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Il termovalorizzatore di Roma è ancora solo un progetto, ma c’è già una prima inchiesta giudiziaria sull’opera da realizzare. Si tratta del fascicolo aperto dalla Procura capitolina in merito alla compravendita del terreno che dovrebbe essere destinato ad ospitare la discussa infrastruttura industriale, da 700 milioni di euro, destinata a trattare l’indifferenziata raccolta nella Città eterna. Terreno acquistato da Ama, la municipalizzata della Capitale che si occupa come noto proprio di raccolta dei rifiuti.

Nelle scorse settimane, infatti, la Guardia di Finanza ha acquisto tutto il materiale relativo all’operazione di acquisto di quel terreno, nell’area di Santa Palomba, tra Pomezia, Albano Laziale e il IX municipio di Roma. L’inchiesta della Procura avrebbe fatto seguito, a quanto è dato sapere, ad un esposto presentato ai magistrati dai comitati ‘Uniti per la salvaguardia del territorio’ e Salute e Ambiente. Al momento non ci sono contestazioni e l’acquisizione documentale fatta delle Fiamme Gialle è necessaria per valutare quanto segnalato ai magistrati dagli esponenti. I comitati, infatti, hanno richiamato l’attenzione degli organismi inquirenti in merito a quanto sborsato per l’acquisto del terreno, il cui valore sarebbe risultato 15 volte maggiore di quello stimato venti anni prima: ovvero sarebbe cresciuto da 475.000 euro iniziali ai 7 milioni e mezzo circa versati da Ama per l’acquisto. Una cifra che, per i comitati, sarebbe spropositata. All’acquisto si è giunti dopo la pubblicazione da parte della municipalizzata di un avviso con cui si comunicava l’intenzione di acquistare un terreno per la costruzione del mega impianto e si chiedeva disponibilità alla vendita. Le offerte pervenute sono state poi vagliate da un’apposita commissione che ha indicato il sito di Santa Palomba, poi risultato idoneo a termine di una serie di altre valutazioni tecniche e urbanistiche. Il rogito è stato fatto a novembre 2022. A vendere è una società, proprietaria del terreno, che oggi è in liquidazione. Alla procura i comitati segnalano però che nel 2002, quando la società ha acquistato quel terreno lo ha pagato meno di mezzo milione di euro. Ora lo ha venduto ad Ama a 7,5 milioni. Nel mirino dei denuncianti tutti coloro (una ventina di persone circa) che avrebbero sorvolato su questo aspetto, senza rilevare la congruità di quell’operazione immobiliare anche tenendo conto i valori stimati per i terreni vicini. Ora sarà al procura di Roma a fare la necessaria chiarezza e contestare, se rileverà delle irregolarità, le eventuali responsabilità. Cesidio Vano
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