Attende quattro anni per avere giustizia e scopre di essere stata raggirata. E’ la vicenda di una donna di 66 anni che vive in un condominio a Cassino senza riscaldamenti. La motivazione? Nel suo stabile hanno dismesso l’accesso all’impianto centralizzato. La cosa assurda è che dal 2019 anno in cui è stata richiesta una verifica per accertare se questo comportamento fosse legittimo o meno, nessuno ancora le ha mai risposto.
L’anziana ha dovuto attendere oltre quattro anni per la fissazione dell’udienza di discussione conseguente alla opposizione all’archiviazione. Ma adesso ha pure scoperto di essere stata truffata. Dopo la denuncia effettuata dalla donna il condomino ha dato corso alla pratica del super bonus 110%. Ma soltanto all’inizio del 2024 la signora ha scoperto che per la pratica del super bonus aveva un credito di oltre quarantamila euro poi ceduto, nonostante non abbia mai dato il consenso alla pratica di questa agevolazione statale, e soprattutto non avendo il riscaldamento. Nei giorni scorsi la persona offesa che è rappresentata dall’avvocato Maurizio Muffato ha depositato una seconda denuncia nei confronti dell’amministratore del Condominio, della ditta appaltatrice e del direttore dei lavori in quanto sarebbero ravvisabili i reati di truffa, sostituzione di persona, indebita percezione di erogazioni pubbliche, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o di altri documenti per operazioni inesistenti, o dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici. Alla richiesta di spiegazioni c’è stato soltanto il silenzio. Nessuno degli interessati le ha mai risposto fornendo le spiegazioni del caso. A tutt’oggi, va detto, la signora si trova ancora senza riscaldamenti. Ma qualcuno per poter usufruire dei contributi statali avrebbe inserito anche il suo nome pur sapendo che lei non aveva firmato alcun documento che comprovasse la sua accettazione ai lavori del super bonus. Mar.Ming.
