Elezioni Europee – Domani la partenza di Abbruzzese, ancora voci su Scalia in campo

Dario Facci
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(di Dario Facci) Domani il via alla campagna elettorale per le Elezioni Europee di Mario Abbruzzese. A Ferentino, presso l’emiciclo delle Terme di Pompeo, arrivano le alte cariche della Lega per mettere il sigillo sulla battaglia dell’ex presidente del Consiglio Regionale del Lazio. Con lui ci saranno: il sottosegretario Claudio Durigon, il segretario regionale Davide Bordoni, l’on. Nicola Ottaviani, l’europarlamentare Maria Veronica Rossi (anche per lei una possibile conferma in lista), l’assessore regionale del Lazio Pasquale Ciacciarelli e i consiglieri provinciali Andrea Amata e Luca Zaccari.

Quella di Abbruzzese è, per ora, l’unica novità certa che riguarda il territorio della provincia di Frosinone in relazione alle consultazioni europee. Per il resto grande confusione e solo indiscrezioni assai labili. LE INSISTENTI VOCI SUL RITORNO DI SCALIA Continuano, con una certa insistenza le voci di una possibile candidatura dell’ex senatore e un sacco di altre cose Francesco Scalia (lui nega ma i suoi sostenitori più intimi ne parlano, credendo di non essere ascoltati). Nella prima ipotesi che avevamo riportato le pettegole di Palazzo sostenevano che sarebbe stato nella cinquina di Italia Viva invece adesso voci molto più credibili lo vedono investito dal canto suadente delle sirene di Azione. Non ci sono dubbi, sarebbe un gran bel colpo per il partito di Calenda riportare nell’agone elettorale un pezzo da novanta come Scalia, capace ancora oggi, a dispetto dell’abbandono della scena elettorale da diversi anni, di catalizzare molte energie. Impossibile sapere oggi con certezza se l’ex presidente della Provincia di Frosinone abbia in animo di tornare all’elettorato passivo. Certi sono comunque i tentativi che il partito sta facendo per riportarlo nell’agone attivamente. IL PD E I CINQUESTELLE ALLA RIPROVA DEL “CAMPO LARGO” Un discorso va fatto alla luce delle ultime vicende elettorali della Sardegna. Il risultato della Todde, vittoriosa con il supporto di un cosiddetto “campo largo”, ha rivitalizzato la scena dei “larghisti” anche nel Lazio, dove con il “Piazza Grande” di Zingarettiana memoria i dem dissotterrarono una riedizione dell’Ulivo, poi naufragata definitivamente nel disastro del mancato accordo delle ultime regionali con immancabile massacro annunciato ai danni dell’intransigente (l’altro fu Conte) Alessio D’Amato. E proprio l’ex assessore alla Sanità del Pd ora sembra in pole position per la corsa verso Bruxelles nella lista di Azione, partito nel quale ha migrato anche per la dichiarata avversione ai 5Stelle. Proprio quelli che oggi, alla luce nel rilancio del grande patto del centrosinistra, i “calendiani” (Calenda in testa), dovranno cercare di digerire, convinti dall’ennesima prova, quella sarda, che da soli non si va da nessuna parte. Per quanto attiene proprio al Pd del Lazio, a parte la soddisfazione del segretario regionale, Daniele Leodori, circa la rinascita dell’ipotesi “campo largo”, è difficile decifrare con un certa concretezza qualche ipotesi per le candidature alle Europee. Enrico Mancini resta tra i più indicati dagli osservatori oltre alla certa discesa in campo del sindaco di Firenze, Dario Nardella. Le ipotesi su Mancini si sono rafforzate dopo la dichiarazione di Nicola Zingaretti che hanno annunciato il suo passo indietro. Troppo tardi, forse, per evitare le ire dell’europarlamentare uscente ed ex primo suggeritore di Zingaretti, Massimiliano Smeriglio. Questi, infatti, ha già dichiarato di approdare nel campo poco largo ma più a sinistra.
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