Ragazzini picchiati in una casa famiglia, otto operatori chiedono il rito abbreviato

Marina Mingarelli
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Ragazzini picchiati e maltrattati all’interno di una casa famiglia di Monte San Giovanni Campano: il pubblico ministero titolare delle indagini ha chiesto il rinvio a giudizio per otto operatori che lavoravano all’interno della struttura. Gli imputati adesso hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato condizionato. L’udienza è stata fisata per il prossimo 6 marzo.

La vicenda, che ha portato in superficie una situazione aberrante in una casa ubicata nel territorio monticiano, risale al 2018 quando uno dei ragazzini ospiti nella struttura con alle spalle una situazione familiare disagiata scappa da quel centro di accoglienza. Il minorenne verrà ritrovato dalla madre dopo tre giorni. E proprio alla genitrice l’adolescente aveva raccontato dei maltrattamenti subìti da parte degli operatori i quali, oltre a picchiarli, li costringevano a mangiare i loro escrementi. A seguito del racconto del figlio la donna ha fatto scattare la denuncia. Da qui la richiesta del pubblico ministero di rinviare tutti e gli otto operatori a giudizio. Secondo quanto riferito dalle vittime venivano sbattute contro i muri e prese a calci e pugni. Per non parlare del trattamento riservato ai disabili che venivano sistematicamente picchiati e maltrattati. Spetterà adesso al giudice per le udienze preliminari dopo aver ascoltato numerose testimonianze, pronunciarsi in tal senso. Tra gli avvocati del collegio difensivo il legale Enrico Pavia. Uno delle vittime che si è costituito parte civile sarà invece rappresentato dall’avvocato Sandra Torrelli. Mar.Ming.
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