Regione Lazio – Alloggi Ater: ecco la proposta di legge per aumentare l’affitto minimo e cambiare le regole di assegnazione

Cesidio Vano
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(di Cesidio Vano) Novità in arrivo per l’accesso agli alloggi di edilizia popolare e per i relativi affitti. Sette consiglieri regionali del Lazio, infatti, hanno depositato un’apposita proposta di legge per modificare la normativa vigente in materia di requisiti per l’assegnazione degli alloggi di residenza popolare e in merito al canone minimo comunque dovuto alle Aziende territoriali per l’edilizia residenziale pubblica (Ater) della regione. L’iniziativa legislativa porta la firma dei consiglieri di Forza Italia Cosmo Mitrano, Roberta Della Casa, Marco Colarossi, Fabio Capolei, Giorgio Simeoni oltre quella del consigliere Nazzareno Neri (Noi Moderati) e del consigliere Orlando Tripodi (Gruppo Misto).

I firmatari precisano che è necessario operare una rivisitazione volta a scongiurare il rischio di situazioni di privilegio nell’assegnazione e permanenza all’interno di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (Erp), anche soprattutto “adeguando i canoni locatizi alle modificate condizioni di mercato che, relativamente a quanto tabellato nella determinazione regionale, rappresentano somme decisamente anacronistiche rispetto al parametro pensionistico di riferimento”. La proposta di legge punta ad introdurre l’utilizzo dell’ISEE anche all’ambito dell’edilizia residenziale pubblica al pari di quanto già fatto in altre regioni italiane. “È indubbio – si legge nella relazione che accompagna la pdl – come l’indicatore della situazione economica equivalente sia più idoneo nel rappresentare gli elementi reddituali e patrimoniali rispetto al previgente reddito annuo complessivo. L’obiettivo di un utilizzo ottimale del patrimonio di edilizia residenziale pubblica è perseguito anche con una razionale gestione dei contratti di locazione degli alloggi, in particolare nella delicata fase della decadenza per il superamento del limite della situazione economica e della conseguente risoluzione del contratto”. E, poiché le situazioni di crisi che hanno coinvolto le Ater sono spesso connesse con l’ingente debito accumulato, anche e soprattutto per la modestissima entità del canone locatizio – mentre il piano di alienazione degli alloggi non rappresenta nel breve periodo la risoluzione alle annose problematiche dell’edilizia popolare -, con la proposta di modifica si punta a portare a 35 euro al mese l’importo minimo del canone di affitto comunque dovuto dagli assegnatari (attualmente il minimo è 7,75 euro), che deve essere corrisposto indipendentemente dalla situazione economica del nucleo familiare dell’assegnatario, così da garantire “le entrate necessarie alla gestione e manutenzione degli alloggi”. “Il sistema di edilizia residenziale pubblica – si dice inoltre nella relazione – ha palesato molteplici criticità, in particolare sotto il profilo dell’eterogeneità dei modelli di gestione e dei livelli di economicità e di efficienza del sistema; per tale verso sono necessari interventi finanziari atti a rendere maggiormente equo l’accesso ad un alloggio residenziale, nell’ottica di un incremento di efficienza del sistema nel suo complesso”. Tra le altre novità che i 9 articoli della proposta di legge vorrebbero introdurre nella legislazione regionale, vale la pena segnalare la previsione secondo cui i cittadini extracomunitari richiedenti un alloggio sono tenuti a presentare anche una dichiarazione relativa al patrimonio detenuto nello stato di provenienza. Inoltre, per l’accesso agli alloggi Erp è richiesto un reddito Isee massimo di 20.000 mila euro, decandendo dall’assegnazione qualora si raggiungano successivamente i 28.000 euro Isee.
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