Trasporti – Rapporto ‘Pendolaria 2024’, il Lazio finisce… sotto un treno. Ecco i dati di Legambiente

Cesidio Vano
6 MIn Lettura
(di Cesidio Vano) Legambiente ha pubblicato il dossier Pendolaria 2024, con l’analisi del trasporto pendolare in Italia.

Per quanto riguarda il Lazio emerge una situazione non certo rosea con diversi record negativi assoluti, tra questi proprio quello di aver perso il 40% dei pendolari sui treni dopo la pandemia: tra 2019 e 2022, infatti, da oltre 500.000 viaggiatori si è scesi a 350.000, mentre in tutte le altre regioni mostrano invece un ritorno ai livelli pre-pandemici. Il numero di corse giornaliere complessive è di 1.521. Dalla Regione Lazio, poi, continuano ad arrivare risorse scarsissime: per il trasporto regionale gli investimenti sono appena pari allo 0,04% del bilancio. La ‘maglia nera’ va alla ferrovia Roma Ostia Lido. Il trenino per Ostia, che parte dalla capitale, circa 28 km e mezzo di percorso, offre – secondo il rapporto di Legambiente – il peggior servizio di tutta la Penisola. Sulla linea, ribattezzata Metromare, si registrano quotidianamente, infatti, salti di corsa, stop al servizio e molto degrado; similmente alla stazione Tor di Valle, un cantiere fermo da molti anni, mentre si attende l’apertura della stazione Acilia Sud, prevista per l’anno in corso, ed è a rischio la realizzazione della stazione Torrino-Mezzocammino. Nella classifica di Pendolaria, inoltre, tra le peggiori linee ferroviarie segue, al secondo posto, quella di Roma Nord, linea Roma Viterbo che si snoda per 102 km circa. I pendolari che lavorano nella città eterna negli ultimi due anni hanno dovuto subire ritardi da incubo sulla tratta e cancellazioni non comunicate. Pendolaria 2024 denuncia poi “clamorose differenze per i viaggi su convogli Trenitalia che, con 13 anni di età media, sono tra i più giovani d’Italia e su mezzi Cotral-Atac che con 33,5 anni di età media sono i più vecchi d’Italia. Nel Lazio – come accennato – viaggi infernali su Roma Lido e Roma Nord, scarsi investimenti regionali, raddoppi di binari su tratte strategiche fermi al palo e nessuna riattivazione di tratte dismesse; sono le cause della mancata crescita per i numeri dei viaggiatori che significa eccesso di spostamenti in auto privata, inquinamento e peggioramento della qualità della vita”. Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, commenta i dati relativi alla nostra regione: “Con i numeri di Pendolaria, sono chiarissimi gli scarsi investimenti regionali, le differenze clamorose per la qualità di viaggio su mezzi Trenitalia e Cotral e i picchi di disservizi infernali sui treni romani verso Ostia e verso Nord. Il Lazio ha un numero di convogli complessivi molto importante ma numerosi sono anche i nodi clamorosamente evidenti che continuano a non essere risolti: Roma Lido e Roma Nord agonizzanti, ma anche frequenze di passaggio dalla Capitale verso Tivoli, Nettuno e i Castelli totalmente inadeguate, così come le novità zero sulle riattivazioni di tratti ferroviari dismessi a Fiumicino Città, Terracina e tra Orte e Civitavecchia. Di fronte a queste necessità, il crollo delle utenze del TPL è la conseguenza più diretta, così come l’aumento di traffico, inquinamento e incidentalità legata all’enorme numero di automobili private in circolazione, peraltro se l’investimento regionale per le ferrovie è irrisorio, è sparito anche quello enorme stanziato inizialmente da PNRR con i tagli arrivati da un Ministero dei Trasporti che lascia all’asciutto due progetti strategici come la linea veloce Roma-Pescara e soprattutto l’Anello Ferroviario, ma continua a puntare su strade e autostrade come la Roma-Latina e la bretella Cisterna-Valmontone, con scelte del tutto opposte a quelle per migliorare ambiente e qualità della vita nel Lazio”. Il rapporto – come evidenzia anche Amedeo Trolese, responsabile per la mobilità di Legambiente Lazio – mette in evidenza anche l’importanza delle stazioni ferroviarie: “Più ne apriamo al territorio e più utenti si avvicineranno al trasporto su ferro con conseguente miglioramento della qualità della vita. Quindi bisogna velocizzare al massimo per aprire il cantiere del ‘nodo Pigneto’ dove è prevista la realizzazione di una nuova stazione di interscambio tra ferrovie regionali e metro C completamente interrata e il miglioramento dello spazio urbano sovrastante. Attuazione dei previsti “Piani di assetto” di Tiburtina, Tuscolana, Trastevere e Ostiense, dei quali si narra da decenni ma non si ha alcuna notizia seria; così come l’apertura di due stazioni Selinunte e Statuario; del Piano Regolatore generale ferroviario di Roma Casilina (con apertura di accesso da Tor Pignattara); della fermata Zama e del collegamento tra la Stazione Tuscolana e la fermata Ponte Lungo della Metro A; così come per la fermata Massimina sulla linea per Civitavecchia. Infine va menzionata la riqualificazione della stazione di Torricola vera e propria porta dell’Appia Antica”.
Condividi questo articolo
Nessun commento