Furbetto del reddito di cittadinanza a giudizio per truffa

Marina Mingarelli
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Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. Questa l’accusa che ha portato sotto processo un trentaseienne residente ad Alatri che per circa un anno ha percepito il sussidio stanziato dal governo per i meno abbienti pur non avendone i requisiti, a cominciare dal fatto che aveva precedenti penali e che addirittura per un periodo ha percepito il reddito di cittadinanza mentre si trovava addirittura in carcere.

In merito a questa normativa la legge parla chiaro: non possono usufruire del sussidio coloro che hanno avuto problemi con la legge. Il 38enne invece era stato ospite delle patrie galere per diversi mesi. A smascherare l’uomo gli ispettori dell’Inps che stavano effettuando dei controlli a campione. E proprio nel corso di queste ispezioni è venuta fuori la verità. Il pregiudicato, che ha alle spalle una sfilza di reati riguardanti soprattutto la criminalità predatoria e lo spaccio di sostanza stupefacenti, ogni mese percepiva 600 euro. E siccome di soldi liquidi ne poteva avere ben pochi, barattava i generi alimentari che poteva acquistare con la carta prepagata con chi poteva consegnagli il denaro in contante. La storia è andata avanti fino a quando non è stato smascherato dall’ente preposto ai controlli. A quel punto il reddito di cittadinanza gli è stato sospeso. Ovviamente stiamo parlando di quando ancora il governo non aveva fatto decadere la legge lasciando il sussidio soltanto a coloro che hanno superato i sessanta anni di età. Se si considera che quel denaro è stato prelevato per 12 mesi l’uomo dovrà restituire allo Stato oltre 7000 euro. Inutile dire che a seguito di tale scoperta l’alatrense è stato denunciato per indebita percezione ai danni dello Stato. A conclusione delle indagini è finito sotto processo. L’uomo sarà rappresentato dall’avvocato Claudia Mancini. Mar. Ming. .
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