Processo Mollicone – I consulenti della difesa sostengono che la porta non c’entra nulla

Marina Mingarelli
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Serena Mollicone non sarebbe morta a causa dell’urto contro una porta. Questa la conclusione a cui sono giunti i consulenti della difesa di Franco, Marco e Annamaria Mottola, rispettivamente padre, figlio e moglie accusati dell’omicidio della 18enne di Arce avvenuto nel giugno del 2001.

Ieri mattina sul banco dei testimoni sono saliti lo psicologo Enrico Delli Compagni, l’ingegnere Cosimo di Mille e il crimonologo Carmelo Lavorino. Tutti e tre sono stati acoltati nel corso della quinta udienza che si è tenuta in corte di Appello. I consulenti nella loro deposizione hanno ribadito quanto già sostenuto nel processo di primo grado. Sotto accusa ricordiamo sono finiti anche i carabinieri Francesco Suprano e Vincenzo Quadrale. Entrambi debbono rispondere di favoreggiamento. La ricostruzione effettuata in aula è stata diametralmente opposta a quella dell’accusa. La tesi è che ci sarebbe una disparità evidente tra l’altezza di Serena e la frattura nella porta. Dunque a detta dei consulenti non può essere l’arma del delitto. Si torna in aula il prossimo 22 febbraio. Mar.Ming,.
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