Sora – La denuncia di una mamma: “Mia figlia vittima di bullismo a scuola, costretta a trasferirla”

Roberta Pugliesi
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(di Roberta Pugliesi) “Bullismo, ceto sociale e mamme di alunni maleducate e invadenti”. Sono questi i motivi – messi nero su bianco nella richiesta di nullaosta – che hanno spinto una mamma a trasferire la propria bambina di sette anni dalla seconda elementare di una scuola di Sora in quella di un altro istituto.

Il malessere della piccola alunna si è protratto per alcuni mesi, vittima dei comportamenti maleducati e talvolta anche violenti di un compagno di classe. È la stessa mamma che, con dignità e dolore, racconta quello che ha subito sua figlia e lo fa soprattutto affinché non capiti ad altri bambini e soprattutto perché il problema non venga sottovalutato e minimizzato come accaduto a loro. “Ho deciso a malincuore di spostare mia figlia, ad anno scolastico iniziato, a seguito di una situazione molto grave di cui ho interessato immediatamente la sua insegnante, una religiosa, nel corso dei due colloqui senza però che siano state adottate le misure che invece mi sarei aspettata. Mia figlia, per mesi, è stata vittima di bullismo da parte di un compagno di classe molto maleducato e prevaricatore, discriminata per l’aspetto fisico, per l’abbigliamento e per la sua famiglia. Parliamo di bimbi di sette anni e quindi anche il sentirsi ripetere continuamente davanti a tutti di essere brutta può essere traumatico. A questo si aggiungono poi gli episodi, anche molto violenti, con pugni sferrati dietro la schiena in più occasioni. Lo stesso bambino, poi, in altri contesti privati, come feste di compleanno, ha continuato ad avere nei suoi confronti comportamenti inaccettabili e nonostante io abbia riferito sia ai genitori che agli organi scolastici competenti della situazione non sono stati adottati provvedimenti nei confronti del bambino e questo non lo posso accettare. Così, alla fine, a rimetterci è stata mia figlia che ho dovuto togliere da un contesto in cui, nonostante la presenza di questo bambino, si era comunque integrata per inserirla in un’altra seconda elementare”. Un altro episodio avvenuto proprio di recente ha fatto traboccare il vaso: “È stata convocata una riunione da parte della rappresentante di classe con i genitori e io non sono stata nemmeno invitata. Non una riunione informale ma una riunione all’interno della scuola. Trovo che sia un fatto gravissimo e discriminante, perfettamente in linea con tutto quello che io e mia figlia abbiamo ingiustamente patito. Siamo persone serie e perbene, una famiglia semplice ma onesta. Mi rammarico di come non sia riuscita ad evitare che tutto questo accadesse. Forse se mi fossi informata attraverso altri canali e non con i classici ed inutili open day, le cose sarebbero andate diversamente. Quando ci accolgono sono solo sorrisi e parole bellissime, ci hanno fatto credere che i nostri bambini sarebbero stati trattati come in una famiglia e invece la mia bambina è stata lasciata in un angolo da sola, senza che nessuno le tendesse una mano per cercare di aiutarla. È stato protetto, invece, un bambino maleducato ed irrispettoso che ha continuato ad avere questo comportamento ogni santo giorno”. Abbiamo provato a contattare gli organi scolastici che, però, hanno preferito non intervenire sulla vicenda riservandosi di esercitare il diritto di replica o rettifica dopo la pubblicazione di questo servizio.
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