Dovrà essere risarcito per ingiusta detenzione. Cosi si è pronunciato il giudice della Corte di Appello nei confronti di un piccolo imprenditore di 33 anni del capoluogo ciociaro accusato di stupro di gruppo.
Arrestato nel 2016 l’uomo è rimasto in carcere per tre anni. Poi aveva ottenuto i domiciliari. L’accusa nei suoi confronti è caduta in Appello, quando si è scoperto che c’era stato uno scambio di persona. La vittima, una studentessa di Castro dei Volsci aveva riferito che a far parte del branco che l’aveva stuprata c’era anche il 33enne. Ma non era così. Gli avvocati difensori Bruno Giosuè Naso ed Emanuele Carbone hanno dimostrato attraverso gli elementi raccolti l’infondatezza delle accuse. Da qui l’assoluzione per ingiusta detenzione. L’uomo tramite i suoi legali chiederà adesso un risarcimento di 516mila euro, tanto l’importo massimo che la legge prevede per l’ingiusta detenzione. Per la cronaca va detto che tutti e quattro gli altri imputati sono stati condannati.
