(di Cesidio Vano) Sovraffollamento, ma anche carenza di personale e di strutture. Il problema ‘Carceri’ nel Lazio appare, se possibile, ancora più grave a partire da questo 2024 dopo un incremento del 9% del numero dei detenuti, arrivati a 532 unità.
A suonare ancora una volta il campanello d’allarme è la sigla sindacale Fns Cisl Lazio che per bocca del suo segretario generale, Massimo Costantino, riassume la situazione creatasi nei 14 istituti della regione, evidenziando come in ben 10 si registri un elevato sovraffollamento (oltre il 100% di capienza). Accade nelle carceri di Latina +170%, CC Regina Coeli 165%, NC Civitavecchia 161%, NC Viterbo 158%, CC Cassino 154%, Velletri 150%, NC Rebibbia 142%, NC CC Rieti 140%, CCF Rebibbia 135% e CC Frosinone 103%. Inoltre, Costantino segnala il caso di Viterbo, dove resta ancora in capo all’istituto una detenuta in attesa di Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) “il cui servizio di piantonamento deve essere espletato dal personale di Polizia Penitenziaria con orari non conformi alla norma contrattuale”. Dalla sigla sindacale ricordano poi la questione della sanità penitenziaria “che evidenzia carenze diffuse” e segnalano come finora non sia giunta alcuna risposta (nonostante siano trascorsi ben 6 mesi) alla nota unitaria che la Fns Cisl Lazio assieme alle altre rappresentanze sindacali regionali ha inviato, lo scorso giugno, al presidente della regione Lazio Francesco Rocca. In quella missiva i sindacati evidenziavano “le criticità delle carceri del Lazio non ultime quelle legate alla gestione di detenuti con problemi psichiatrici e quelli attinenti alle Rems, chiedendo un’apposita convocazione urgente. Per la Fns Cisl Lazio occorrono interventi legislativi: solo così può risolversi la problematica dato che tale situazione non può continuare a ricadere sul personale di Polizia Penitenziaria, Direttori e Funzionari del Corpo”. Troppo poche le assunzioni previste: per il sindacato “la previsione di aumento della dotazione organica dell’amministrazione penitenziaria risulta irrisoria. Circa 80 unità da spalmare su 14 istituti della regione”. Un dato che per qualche sede sarebbe anche inefficace (NC Civitavecchia e Viterbo) “poichè, non si è tenuto conto della relazione illustrativa del DAP sulla previsione di nuovi reparti detentivi inclusa nel Fondo complementare al PNRR”. Così come il sindacato segnala “la carenza di personale nell’istituto romano di Casal del Marmo; la mancata riapertura della stanza dedicata ad ospitare i detenuti nell’opsedale di Viterbo; il ripristino delle norme contrattuali, con procedura mediante il Commissario ad acta, negli istituti di Viterbo, Cassino, Frosinone, IPM “Casal del Marmo”e diverse criticità sull’Istituto di Cassino “dove, da un anno circa, le relazioni sindacali sono interrotte”. Infine, la Fns Cisl Lazio chiede di “garantire e tutelare il personale tutto, dato che la carenza attualmente è di circa 600 unità”. Per questo il sindacato è intenzionato a intensificare “gli interventi, con frequenti visite sui luoghi di lavoro in ogni sede, affinché si possano migliorare le condizioni lavorative ed applicare in toto le norme contrattuali nei confronti del personale del Corpo dii Polizia Penitenziaria, dei Direttori e dei Funzionari del Corpo”.
