(di Roberta Pugliesi) Da Arce ad Alvito passando per la Valle di Comino. Sono tante le vittime e gli eredi dei crimini di guerra perpetrati dalle forze del Terzo Reich che potranno essere risarcite. Ma il tempo stringe e c’è tempo fino al 31 dicembre per presentare la domanda giudiziale per ottenere il risarcimento. Purché si abbia la documentazione attestante l’avvenuta prigionia.
Gli Avvocati Pasquale Iacobelli e Federica Lancia entrambi del foro di Cassino hanno già raccolto numerose adesioni sul territorio, soprattutto in Valcomino, Alvito ed Arce, per la tutela delle ragioni delle vittime e degli eredi. Si tratta di figli, nipoti di quanti hanno patito i crimini di guerra commessi dai nazisti tra il 1939 e il 1945, deportati e internati militari italiani. Previsto anche un risarcimento che va da 40mila euro per ogni anno di detenzione a 150mila euro per chi nei lager ha contratto malattie che l’hanno perseguitato per il resto della vita. “Per ottenere il risarcimento occorre la documentazione comprovante l’avvenuta prigionia, come i fogli matricolari e le onorificenze concesse ai militari”, ricordano gli avvocati Federica Lancia e Pasquale Iacobelli. Un argomento che tocca corde ancora molto dolorose nel cuore di tante famiglie italiane, anche per la tardività dell’iniziativa.
