(di Cesidio Vano) Roma si avvia verso il Natale con una nuova emergenza rifiuti alle porte. Il rischio concreto, infatti, è che l’impianto di Trattamento meccanico-biologico (Tmb) di Guidonia Montecelio che riceve circa un terzo dell’immondizia prelevata nella Capitale possa fermare la propria attività dopo che il pozzo da cui attinge l’acqua per il suo funzionamento è stato ritenuto abusivo e quindi non più utilizzabile per l’approvvigionamento idrico. Qualora avvenisse, la Ciociaria potrebbe essere, alla fine, ancora una volta la soluzione momentanea ed emergenziale, ricevendo maggiore immondizia dalla Capitale da trattare nel proprio impianto di Colfelice. Per ora un’ipotesi. Al momento, infatti, c’è solo la decisione del Comune di Guidonia di vietare l’utilizzo di quell’acqua, ma lo stesso ente comunale ha scritto alla Città metropolitana, competente in materia, affinché proceda alla revoca dell’autorizzazione all’emungimento da quel pozzo.
A ‘tagliare’ l’acqua all’impianto è stato, come detto, il Comune di Guidonia Montecelio che, dopo aver appreso delle risultanze emerse dalla Conferenza di servizi svoltasi alcune settimane fa, ha disposto che la società di gestione dell’impianto, l’Ambiente Guidonia Srl – retta dai Commissari prefettizi a seguito dell’emanazione di un’interdittiva antimafia -, non possa più utilizzare il pozzo NP5, poiché abusivo, e ha chiesto alla Città metropolitana di annullare l’autorizzazione rilasciata per il prelevamento di acqua. Il problema sarebbe relativo alle modalità con cui tale pozzo è stato realizzato: cioè in assenza di qualsiasi titolo abilitativo e in un sito diverso rispetto a quello che precedentemente serviva l’impianto. Ma in particolare, la citata Conferenza di servizi, convocata per la messa in sicurezza e la bonifica dell’area su cui insiste il Tmb che è censita tra i siti contaminati del Lazio a causa del superamento della concentrazione di metalli pesanti e composti organici nei terreni, ha evidenziato come il Testo unico dell’Ambiente vieti il prelievo di acque sotterranee nelle aree sottoposte ad operazioni di bonifica, poiché potrebbero comprometterne l’esito e danneggiare l’ambiente. Dall’ottobre 2022, dopo l’incendio di Malagrotta, l’impianto Tmb di Guidonia tratta circa 500 tonnellate al giorno di rifiuti romani. A decidere di conferire a Guidonia l’immondizia della capitale è stato il sindaco metropolitano Roberto Gualtieri, l’affidamento è fino al 31 dicembre 2024, ma i problemi emersi nelle ultime settimane potrebbero far saltare tutto. La palla ai commissari Tutto ciò però non ha motivato alcuna diffida, per cui si dovrà attendere che sia i Commissari prefettizi (che, in carica per Interdittiva antimafia, stanno operando al posto del gestore) sia l’Ente sovracomunale metropolitano diano conferma d’adesione all’invito comunale, senza proporre ricorso contro la prescrizione del Comune di Guidonia Montecelio. Per completezza di informazione è bene sapere che le carte contrattuali tra AMA SpA e Ambiente Guidonia srl definiscono che ogni accordo tra le parti sia comunque subordinato all’utilizzo di un pozzo che emungerà l’acqua per il Tmb e decadendo quindi l’NP5 non sembra neanche possibile crearne un altro proprio per i risvolti già elencati. Emergenza rifiuti Con uno scenario delicato come quello ambientale non sarebbe neanche più possibile puntare sul famoso “mantra dell’emergenza”, visto che la delibera n.888 del 28 ottobre 2020 dell’Anac dopo esposto di Codacons sullo stato dei rifiuti di Roma respinge che sia in atto un’emergenza rifiuti. La situazione, così ridimensionata dall’Anac, è rimasta comunque invariata anche dopo ottobre 2021, data dell’insediamento del Sindaco Gualtieri, tranne che per il collaudo, disposto da un’ordinanza del sindaco metropolitano (da mesi ampiamente scaduta) per aprire a tutti i costi un TMB mai entrato in uso a Guidonia Montecelio e per chiudere invece a Roma 4 mesi fa il Tmb di via Laurentina, mossa tattica inspiegabile e contraddittoria se esistesse davvero una emergenza rifiuti per Roma. Il rischio Naturalmente se dovesse arrivare lo stop definitivo Roma tracollerebbe drammaticamente, vedendo un terzo della sua quota rifiuti trattati, ferma. Il che tradotto, con le feste di Natale e l’incremento della produzione dei rifiuti, vedrebbe Roma nuovamente in balia della monnezza. Che, aggiunto a una situazione delicata come quella politica romana in questo momento, sarebbe un colpo ferale. Insomma, sotto l’albero di Natale si rischia di trovare l’ennesimo pacco infelice per il sindaco Gualtieri e i romani tutti.
