La sentenza – Uccise la moglie durante il sonno, giornalista Rai deve scontare 15 anni nella Rems di Ceccano: incapace di intendere e volere è socialmente pericoloso

Cesidio Vano
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Assolto dall’accusa di omicidio perché giudicato incapace di intendere e di volere, Gianluca Ciardelli, giornalista e autore della Rai, dovrà trascorrere 15 anni nella Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) di Ceccano.

L’uomo, oggi 63enne, due anni fa – nel maggio 2021 – uccise la moglie, Lorella Tomei, colpendola nel sonno con un oggetto in ceramica. Poi chiamò il figlio, dicendogli che la mamma non si svegliava e che le avevano fatto qualcosa. Il tutto avvenne nell’appartamento di famiglia alla Balduina a Roma. Ora, la prima Corte d’Assise della Capitale lo ha assolto perché riconosciuto incapace di intendere e di volere. L’uomo dovrà però trascorrere i prossimi 15 anni nella struttura ceccanese per detenuti con problemi psichiatrici. La notte del delitto, quando sopraggiunsero i carabinieri, lo trovarono sul letto, a fianco al corpo della donna ormai senza vita, che leggeva. L’uomo soffre da tempo di problemi psichiatrici e nelle settimane precedenti all’omicidio aveva smesso di prendere farmaci, mentendo anche allo psichiatra che lo aveva in cura. L’uomo tentò anche di far sparire il sangue con la candeggina e di nascondere i cocci in ceramica con cui aveva colpito la moglie, tentativi poi giudicati molto goffi e rivelatori di una scarsa lucidità. Sentito dai periti durante il processo ha dichiarato di aver ucciso la moglie spinto dai massoni e che c’era un demone che usciva dalla testa della moglie. Poco tempo prima dell’omicidio era entrato in piazza San Pietro, a Roma, urlando frasi sconnesse e prive di senso. Considerata l’alta pericolosità sociale, confermata dagli specialisti durante il processo, l’uomo è stato condannato a restare sorvegliato presso la Rems di Ceccano, una delle poche attive nel Lazio. Cesidio Vano
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