Elezioni Cassino – Gli scossoni tra i Fratelli aprono varchi per i civici

Dario Facci
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(di Dario Facci) Non è facile districarsi nel mare magnum delle opinioni che, in politica, spesso diventano fatti. In particolare è complicato comprendere, figuriamoci dipanare, il campo del centrodestra cassinate alle prese con la formazione di una coalizione in grado di affrontare con spinta competitiva la conferma di Salera e del centrosinistra alla guida della seconda città della provincia.

IL TRIPLO SFORZO DEL COMMISSIARIO Lo sforzo, fino ad ora non premiato da alcuna sintesi, del commissario di Fratelli d’Italia, il dirigente frusinate Fabio Tagliaferri, è triplo: 1) ritrovare unità all’interno del partito cassinate; 2) rinsaldare la coalizione tra i partiti del centrodestra; 3) includere, spuntando i protagonismi, delle forze civiche necessarie ad affrontare gli avversari. CI MANCAVA IL CONGRESSO PROVINCIALE A complicare la situazione è la caduta tra capo e collo del congresso provinciale di Fratelli d’Italia. La complica perché stando a quel che si sente in giro i Fratelli di Cassino sono alquanto critici nei confronti del leader provinciale, l’on. Massimo Ruspandini, reo di avere un atteggiamento troppo morbido nei confronti di Salera e benevoli sono nei confronti della consigliera regionale Alessia Savo che il sindaco di Cassino ha rintuzzato recentemente su questioni sanitarie. Fratelli di Cassino che, come sempre accade per i cassinati di qualsiasi estrazione politica e appartenenza, rivendicano nei confronti del provinciale una maggiore attenzione e, soprattutto, posti di rappresentanza. LA NON FACILE CONVIVENZA CON LA LEGA La proverbiale faccia di bronzo dei partiti di centrodestra, capaci di picchiarsi e odiarsi fino al giorno prima dell’inizio delle campagne elettorali, baciarsi e abbracciarsi durante, e riprendere a schiaffeggiarsi subito dopo, sembra non servire in questo momento a Cassino, dove non sono emersi scontri evidenti tra i partiti di maggioranza, dei quali si sono sapute solo non confermate indiscrezioni e che, comunque, se si verificano è nel segreto delle stanze. La tregua armata tra Fratelli d’Italia e Lega è però destinata a interrompersi molto presto anche nel sud della provincia perché sarà una lotta spietata alla conquista dell’ultimo voto la campagna per le Europee. Magari è proprio in provincia che la Lega, in evidente difficoltà nel Lazio, cercherà di conquistare posizioni. La gara, va ricordato, non è solo tra coalizioni e all’interno delle coalizioni, è anche cruenta all’interno degli stessi partiti perché eccellere quando le cose non vanno bene è importante per fare carriera. Al contrario, strano a dirsi, le sfide elettorali possono rivelarsi pericolose trappole per i leader locali dei partiti col vento in poppa a livello più alto. UNA SITUAZIONE CHE PUO’ FAVORIRE UNA CANDIDATURA… CIVICA I nomi che circolano, in lizza per ottenere la designazione alla candidatura a sindaco sono cinque o sei. La querelle sul metodo non si è esaurita (primarie sì o no) e, in questi casi, la possibilità che alla fine la sintesi si possa effettuare proprio su un candidato di estrazione civica, magari con una buona tradizione alle spalle che garantisca una certa competitività, appare sempre saggia. Non a caso una delle notizie più interessanti degli ultimi giorni è lo stand-by di Petrarcone sulla candidatura alle primarie dei civici che hanno lasciato il tavolo del centrodestra.
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