ZLS – Angelilli: “Regione Lazio pronta, aperto tavolo di lavoro con il Ministero di Fitto”

Dario Facci
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La linea Ottaviani, quella che aveva annunciato prima degli Stati Generali della Provincia di Frosinone e ribadito in quella sede davanti al presidente Rocca, prende piede. La linea è quella di accelerare sulla Zls, cioè, la Zona Logistica Semplificata, per lenire almeno in parte i problemi (certi e gravi) che derivano dalla Zona Economica Speciale unica che garantisce enormi vantaggi alle aziende delle regioni confinanti con il Lazio Meridionale.

Va ricordato che la ZLS è stata già varata presso la Regione Lazio dal governo Zingaretti ma non era mai stata attivata dal governo Draghi che l’aveva giudicata troppo estesa. La giunta Rocca si è messa subito al lavoro. L’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lazio, nonché vice presidente della Giunta, Roberta Angelilli, ha già compiuto passi avanti nel percorso per la ZLS: “Dopo le interlocuzioni con il ministro Fitto e una serie di incontri preliminari con gli staff tecnici di Ministero della Coesione e Regione Lazio – comunica la Angelilli – la settima prossima verrà aperto ufficialmente un tavolo di lavoro presso la Regione per definire una proposta di ZLS, utile allo sviluppo e alla competitività, da concertare con i territori e il sistema economico ed imprenditoriale regionale”. Un’interessante novità annunciata dalla Angelilli consiste in un rafforzamento della Zona Logistica Semplificata proprio per livellare quanto più possibile i vantaggi che avranno con la ZES i territori circostanti: nella commissione Attività produttive della Conferenza delle Regioni è stato proposto un emendamento alla prossima legge di bilancio per estendere le procedure semplificate e i benefici fiscali previsti per la ZES unica anche alle ZLS, definendo allo stesso modo la copertura del credito d’imposta per entrambe. “L’obiettivo – prosegue Angelilli – è la semplificazione amministrativa, il rafforzamento della logistica regionale, l’attrattività degli investimenti e degli insediamenti produttivi, le infrastrutture di rete. Lo sforzo sarà quello di perimetrare nel modo giusto la zona logistica semplificata, perché la sua efficacia e l’impatto positivo sono legati ad una chiara ed articolata strategia di sviluppo, funzionale alla crescita e non ad una semplice definizione geografica, come sollecitato anche dalle associazioni datoriali”. Dario Facci
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