Acea prima per risparmio idrico a Roma, ultima per gestione del servizio in Ciociaria.
L’Arera “premia” Acea Ato 2 – gestore del servizio idrico nella capitale nella Città metropolitana – per la capacità di ridurre le perdite idriche ma “penalizza” Acea Ato 5 – gestore del SII in Ciociaria per la scarsa qualità tecnica e contrattuale del servizio erogato ai cittadini”. La società ciociara, infatti, è stata sanzionata per oltre 1,3 milioni di euro a causa dell’eccessive perdite; delle eccessive interruzioni della continuità del servizio e per la non funzionale gestione dei rapporti contrattuali con gli utenti. Soldi che dovranno essere ora decurtati, con la prossima tariffa idrica, dal VRG (Vincolo Ricavi del Gestore) ovvero le somme (pari ai costi sostenuti) che debbono necessariamente esser garantiti al gestore. Se, per quanto riguarda l’acqua, Roma è alle stelle, la Ciociaria resta nelle stalle. Lo spiegano chiaro e tondo i numeri che sono raccolti nelle due delibere (la n. 446 e la n. 447) approvate nei giorni scorsi dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (l’Arera appunto) con cui l’Authority ha provveduto ad assegnare i “premi” e le “penalità” a tutti i gestori di servizio idrico operanti in Italia (e non esclusi da tale riparto in base alla normativa vigente) per quanto riguarda i parametri di qualità tecnica e qualità contrattuale relativamente al biennio 2020-2021. Ato 2 primeggia per la capacità dimostrata di ridurre le perdite idriche. L’Acea ha subito dato la buona notizia, evidenziando come grazie a questo riconoscimento la società avrà con il prossimo piano tariffario un premio di oltre 24 milioni di euro. Ottimo. La cattiva notizia, invece, è rimasta chiusa nel cassetto: a pochi chilometri di distanza da tanta eccellenza, si registra invece uno dei risultati peggiori tra le consorelle Acea (e tra le società in Italia). Ato 5 rimedia diverse sanzioni. L’analisi dei dati riguarda proprio il periodo 2020-2021 in cui erano stati annunciati importanti rivoluzioni e cambiamenti nella gestione del servizio idrico in Ciociaria (oltre che nella governance societaria che aveva visto arrivare a Frosinone proprio l’ex responsabile dell’idrico di tutta Roma, quella che oggi eccelle): palle spia nelle tubature per trovare perdite; calze nelle fognature per turare le falle e satelliti per cercare le dispersioni idriche. Non è andata proprio così. Se ne sono accorti anche Milano (sede Arera) e probabilmente anche a Roma. Venendo ai dati: per quanto riguarda la qualità contrattuale, Acea Ato 5 incappa in una penalità di 779.764 euro per l’indicatore MC2 ovvero la gestione del rapporto contrattuale (essenzialmente il rispetto di tempi prestabiliti per lo svolgimento di varie pratiche o l’erogazione di servizi, come l’attesa gli sportelli, i tempi di intervento o di risposta alle chiamate, ecc.): gli obiettivi fissati non sono stati rispettati e quindi è scattatala sanzione. Per gli stessi motivi, Acea Ato 5 ha subito anche altre due piccole penalizzazioni (per euro 317 e euro 5.647) relativamente agli ambiti “Molise” e “Caserta-Terra di Lavoro” relativamente ai due comuni (Conca Casale e Rocca d’Evandro) che gestisce pur se non ricompresi nell’Ato 5 di Frosinone. Le penalità inflitte, inoltre, trovano la loro ragione anche nel ritardo con cui la società ciociara ha inviato i dati richiesti dall’Arera: oltre i termine fissato e nonostante i solleciti ricevuti. Per quanto riguarda, invece, la qualità tecnica del servizio idrico, Acea Ato 5 ha riportato penalità per 372.242 euro relativamente al parametro M2 (ovvero le continue interruzioni dell’erogazione idrica) e per 89.683 euro relativamente al parametro M3 (ovvero la qualità dell’acqua erogata). Il meccanismo incentivante stabilito da Arera prevede poi anche una premialità/penalità per “stadi” (5 in tutto) in base all’avanzamento dello stato del servizio idrico: vengono premiate le migliori tre gestioni in Italia e penalizzate le peggiori tre. Acea Ato 5, valutata allo Stadio IV, ha rimediato in questo caso ulteriori 137.626 euro di penali (sempre per la mancata continuità del sevizio) risultando tra le peggiori tre performance di tutte le società analizzate (le altre due sono, per la cronaca, Sidra Spa di Catania e il Consorzio acquedottistico marsicano). Anche in questo caso i dati risultano essere stati inviati in ritardo. Cesidio Vano
