Valcomino – Tempo di cimici, quando l’aglio non basta più…

Roberta Pugliesi
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(di Roberta Pugliesi) Invasione di cimici. Invadenti ma innocue. In Valcomino così come in tutta la Regione, ed in modo particolare nel viterbese, la popolazione di questi piccoli e maleodoranti insetti verdi e marroni (le asiatiche) sembra davvero essere aumentata notevolmente rispetto agli anni scorsi.

Sono dappertutto, in casa, esternamente, tra le piante, nei panni stesi ad asciugare, impigliate o schiacciate nelle zanzariere. E l’odore – come la loro presenza – è insopportabile. E mentre l’Università della Tuscia sta studiando il fenomeno riscontrando come la diffusione sia legata al clima autunnale particolarmente caldo, aggravata dall’utilizzo sbagliato di fitofarmaci che avrebbe portato alla scomparsa dei predatori naturali, c’è chi le combatte con metodi naturali che, però, non sembrano arginare l’invasione. Oltre che creare un ulteriore sgradevole odore in casa… E sì perché le cimici – soprattutto le verdi – pare che odino aglio e in tanti stanno facendo ricorso proprio all’aglio schiacciato da spruzzare con acqua sulle piante, sui davanzali, esternamente. C’è chi poi – soprattutto per arginare danni alle coltivazioni – si ingegna installando teli di plastica e creando delle barriere per proteggere le coltivazioni. Le cimici brune volando e vanno a sbattere sopra questi teli e se qualcuna resta impigliata altre cadono a terra dove finiscono in contenitori con acqua saponata e muoiono annegate. Per gli studiosi potrebbe essere utile programmare il lancio dell’insetto antagonista ossia la vespa samurai. Se ne parla in questi giorni anche in Regione con tecnici specializzati dell’Università della Tuscia: “Un approccio di tipo scientifico è necessario per comprendere le cause che hanno generato l’emergenza ed elaborare strategie affinche’ quanto accaduto in queste settimane non si ripeta in futuro. Al tavolo in commissione fra gli altri, prenderanno parte Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Assofrutti. Insieme a loro i sindaci dei comuni più colpiti, i rappresentanti dei principali consorzi di produzione e i dirigenti degli uffici regionali competenti”.
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