Roma – Eventi climatici estremi: 65 negli ultimi venti anni! La Capitale è la città italiana più a rischio

Cesidio Vano
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“Con 65 eventi climatici estremi legati all’acqua, tra il 2010 a oggi, Roma è la città più colpita in Italia”. L’allarme arriva da Legambiente che ha promosso il V Forum Acqua svoltosi proprio nella capitale.

Secondo i dati dell’associazione del cigno, a Roma è a rischio alluvioni il 9,1% del territorio, abitato da 96.586 persone, con 11.388 edifici, 9.650 imprese e 177 beni culturali. I quartieri più a rischio sono: a sud-ovest Ostia, Acilia, Casal Palocco, Infernetto, Eur Torrino, Tor di Valle; a est Tiburtina e Prenestina; a nord Settebagni, Labaro, Salaria e Tiberina, centrali Villaggio Olimpico, Corso Francia, Via Guido Reni. “La risorsa idrica è sempre più al centro della crisi climatica”. È questo il messaggio centrale che arriva dal V Forum Acqua di Legambiente. “Lo dimostra il fatto che il 67% degli eventi meteorologici estremi e che hanno causato danni – argomentano da Legambiente -, hanno visto come protagonista l’acqua, tra allagamenti, esondazioni, grandinate e siccità prolungata”. Se si tiene conto di tutti gli eventi estremi, registrati nella Capitale dal 2010 a oggi, “la città in Italia più colpita in assoluto – come si è detto – è Roma con 65 eventi”. Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio ha commentato: “Roma è la città più colpita da eventi estremi legati all’acqua, ed è quindi da qui che bisognerebbe rispondere con più forza, con politiche di mitigazione delle conseguenze, con la messa in sicurezza di un’enorme porzione di territorio e con progetti di rinaturalizzazione e deimpermeabilizazione del suolo. Anche nella Capitale quindi, bisogna affrontare la crisi climatica mettendo assolutamente al centro le politiche di gestione corretta e salvaguardia della risorsa idrica: per evitare gli sprechi e ottimizzare i consumi così da prepararci a siccità che sono sempre più lunghe e più frequenti; per realizzare le opere di mitigazione degli impatti climatici estremi e quelle per affrontare il dissesto idrogeologico; per garantire la qualità della principale delle risorse, sempre più preziosa, affrontando maladepurazione e abusivismo fognario; per fermare il consumo di suolo così come scellerate proposte normative regionali, con le quali si vorrebbero rendere abitabili garage e scantinati invece di puntare a fermare il consumo di suolo e avviare grandi pratiche di deimpermeabilizzazione e rinaturalizzazione dei territori” conclude Scacchi. Cesidio Vano
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