Alatri – Schianto in diretta social, Ivan Marocco scrive una lettera aperta e chiede perdono a tutti

Marina Mingarelli
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Schianto con la vettura mentre sta facendo una diretta social: il giovane ha scritto una lettera con la quale chiede scusa. Eccola.

“Non sono un mostro. Ho sbagliato e intendo pagare il mio debito con la giustizia e con la famiglia di Supino, coinvolta nell’incidente stradale da me causato. Ho fatto una pazzia, ma io stesso ho rischiato di morire nell’impatto, avendo quindi creato una situazione ben diversa da quella di coloro che, non rischiando nulla, mettono a repentaglio solo la vita degli altri, ma non la propria. Sono in Italia da molti anni, con la regolare permesso di soggiorno e sono stabilmente impiegato, con un contratto a tempo indeterminato, presso una ditta edile di Boville Ernica, come svolgo l’attività di piastrellista specializzato due punti sul posto di lavoro. Sono amato e ben voluto dal datore di lavoro e dai miei stessi compagni. Solo da qualche giorno dopo aver subito ben due operazioni sono stato dimesso dall’ospedale (prima Frosinone e poi Roma,) ma non ho potuto fare rientro a casa, dove vivo con miei due anziani genitori, che io personalmente sostengo moralmente materialmente, in quanto la casa è presidiata da curiosi da giornalisti e da troupe televisive, che aspettano di sapere da me come si sono svolti i fatti sono costretto a vivere in un’altra abitazione, ospite di amici, perché sia io che la mia famiglia, abbiamo ricevuto pesantissime minacce di morte, assolutamente inconcepibili per una nazione civile quale è l’Italia: ribadisco, ancora, che io sono pronto a pagare il mio debito con la giustizia, ma quella rappresentata dalla magistratura e non quella rappresentata sommariamente, dal popolo io e la mia famiglia abbiamo deciso di incaricare l’avvocato Giampiero Vellucci per la mia difesa, ma illegale non ha ancora accettato l’incarico noi lo aspettiamo con fiducia per ottenere un processo giusto e con il rispetto delle regole cui ha diritto un comune cittadino, italiano o straniero che sia. Chiedo nuovamente scusa e perdono a tutti felici e accetterò serenamente, ma con tutte le garanzie di legge, la sentenza che verrà emessa nei miei confronti”.
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