(di Cesidio Vano) Sarà il consiglio comunale di Alvito a dire l’ultima parola sulla richiesta avanzata da una società di Atina, la Alca srl, intenzionata a realizzare un impianto fotovoltaico nella piana del paese. Ieri mattina, infatti, si è tenuta la conferenza dei servizi convocata dallo sportello Suap della XIV Comunità Montana di Atina, a cui Alvito ha delegato l’attività di istruttoria delle pratiche connesse con le attività produttive.
La Conferenza dei Servizi Alla Conferenza hanno preso parte, oltre alla società richiedente e al Comune di Alvito, anche gli altri enti coinvolti nell’iter autorizzativo: la Regione Lazio per i pareri paesaggistici; la Soprintendenza per il vincolo archeologico; l’Arpa Lazio, la Asl e i Vigili del fuoco di Frosinone per i relativi pareri di competenza. Nel corso della Conferenza, il Comune di Alvito ha ribadito il proprio parere contrario alla realizzazione dell’opera, già espresso in altri provvedimenti e comunicazioni depositate agli atti della Conferenza, essenzialmente perché – per come progettata – l’opera risulta in contrasto con la normativa urbanistica comunale: Piano regolatore, Piano insediamenti produttivi, Piano di zonizzazione acustica. Respinte dal Comune, come già fatto precedentemente, le contro-deduzioni formulate dalla società richiedente e tese a superare le censure mosse dal settore urbanistica, anche relative al mancato rispetto dei limiti da strade e aree vicine. Come detto, ora la questione finirà in Consiglio comunale cui spetta la valutazione finale, anche se l’esito della seduta appare scontato, stante la fermezza delle censure mosse in fare istruttoria dall’Urbanistica. Un campo fotovoltaico su un’area di 8.000 mq L’opera che la società Alca srl vorrebbe realizzare viene descritta come “un impianto per la produzione di energia elettrica da fonte solare con potenza massima di 991,44 kWp”. Si tratterebbe di un campo di pannelli fotovoltaici e relative strutture a servizio estesi su un’area di circa 8.000 metriquadro, in un sito – lungo la provinciale ‘Lo Stradone’ – che sorge alle spalle di altre attività produttive già esistenti: produzione materiali per l’edilizia e calcestruzzo e una falegnameria. Via libera da Belle Arti e Paesaggio Va anche detto, che già lo scorso giugno, la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone e Latina aveva espresso parere favorevole all’opera così come la Direzione Regionale competente per il paesaggio. Si tratta, è necessario annotarlo, degli stessi enti che in passato hanno invece opposto un fermo no alla realizzazione dell’opera comunale “Città villaggio degli emigranti”, seppur la stessa veniva presentata con numerosi accorgimenti architettonici per inserirla discretamente e mimetizzarla nell’area verde della vallata. Era tra l’altro un’opera pubblica a vantaggio di tutto il paese e non un’opera di un privato per fare business. In quel caso, però, più questioni politico-elettorali che tecniche avevano pesato sulla questione. Oggi, invece, gli stessi due enti di tutela del paesaggio (e meno male!) non hanno avuto nulla da ridire nell’istallazione in mezzo alla vallata di un campo di “specchi” riflettenti di oltre 8mila metri quadrati. Il silenzio dell’amministrazione comunale Stona, in tutta questa vicenda, anche il silenzio che il Comune di Alvito ha mantenuto sull’argomento – a cui la cittadinanza è sicuramente sensibile – sin dall’inizio (l’avvio dell’Iter risale alla primavera passata) e nonostante la pubblicità degli atti. A rendere pubblica la vicenda è stato, invece, il gruppo di minoranza ‘Alvito Bello’, al quale va riconosciuto, in occasione di ogni questione ‘seria’, l’unico ruolo di informazione verso i cittadini, con buona pace della parola “trasparenza” che tanto risuona in ogni campagna elettorale. Un peccato, perché, si generano – con tal modo di procedere – delle aree scure e in ombra nelle quali, puntuali, sembrano scorgersi fantasmi e retroscena vari, spesso lontani da ogni forma di verità.
