Individuati, ma non ancora recuperati, i due cuccioli di mamma Amarena, l’orsa uccisa a colpi di fucile a San Benedetto dei Marsi la notte tra giovedì e venerdì scorsi (leggi qui https://www.tg24.info/parco-nazionale-lorsa-amarena-uccisa-a-fucilate-a-san-benedetto-dei-marsi-individuato-il-responsabile/). Dal Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise fanno sapere che in questi giorni “gli sforzi si sono concentrati sulla ricerca dei due cuccioli, nell’attesa di avere i risultati della necroscopia e della perizia balistica che faranno sicuramente luce sulla reale dinamica dei fatti che hanno portato alla morte di Amarena”.
Le ricerche dei piccoli orsi vanno da 72 ore in una zona boscosa e impervia in condizioni non proprio facili: la periferia orientale del Fucino, dove “tra coltivazioni, campi di mais, capannoni e la vastità del territorio – spiegano dal Pnalm – non è certo facile trovare due cuccioli di circa 8 mesi che possono facilmente nascondersi in mezzo alle sterpaglie, le coltivazioni e che sono fortemente spaventati perché hanno perso la mamma”. Come avevamo già riferito (leggi qui https://www.tg24.info/pnalm-ritrovati-da-carabinieri-e-guardiaparco-i-due-orsetti-orfani-di-mamma-amarena/), i due orsetti sono stati avvistati sempre di notte, ma i tentativi di cattura, con diversi strumenti, finora non hanno dato i risultati sperati. “C’è dà dire anche che nelle ore immediatamente successive al fatto – hanno evidenziato dal Parco -, la zona è stata presa d’assalto da curiosi di ogni tipo, con veri e propri raid lungo le strade del paese e non solo. Per fortuna ieri l’ordinanza del Sindaco di San Benedetto dei Marsi ha introdotti limitazioni alla circolazione e all’inseguimento, e la situazione si è un po’ calmata. La cattura è oltremodo difficile – aggiungono dal Pnalm – perché stiamo parlando di due orsi che non è possibile catturare coi metodi tradizionali, laccio di Aldrich, trappola a tubo o teleanestesia, e non li si può prendere come se fossero due cuccioli di cane o di gatto. Bisogna prenderli, riducendo al massimo lo stress (visto che sono spaventati) per poter capire le condizioni di salute generale e decidere il dà farsi”. Dal Parco nazionale spiegano che i propri operatori stanno procedendo “secondo i protocolli operativi approvati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, previo parere di ISPRA, con cui siamo in continuo raccordo, ed abbiamo anche contattato tecnici internazionali, esperti di recupero di cuccioli orfani, con cui negli anni ci siamo confrontati. È sicuramente una corsa contro il tempo e per questo è facile immaginare lo stato d’animo con cui tutti i, Guardiaparco, i biologi, i veterinari, i Carabinieri e i Carabinieri Forestali stanno lavorando”. Cesidio Vano
