Msgc – Salta la prima media a Colli, il Comitato spontaneo dei genitori protesta

Alessandra Cinelli
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Gli alunni saranno trasferiti nel plesso di Anitrella, ma il Comitato è pronto a lottare nelle sedi opportune per evitare che ciò avvenga.

Sono proprio i genitori di Colli a spiegare in una lettera quanto accaduto quest’anno nel plesso della scuola secondaria di primo grado di Colli. “A gennaio 2023 la direzione didattica invitò i genitori, in sede di procedura di iscrizione sul portale del MIUR, a fare la scelta dell’orario scolastico e della sede, proponendo il modulo di 30 ore settimanali ad Anitrella ed il modulo di 36 ore settimanali a Colli -spiegano i genitori – Questa distinzione si trascina da anni e, ad ogni richiesta di revisione dei genitori stessi, si è posto un netto rifiuto. Purtroppo questo doppio modulo ha sempre creato scompiglio nella comunità, evidentemente ancora non pronta a scegliere. I genitori dei 18 alunni della classe quinta della scuola primaria di Colli erano pronti, per quieto vivere, a scegliere tutti il modulo di 30 ore a Colli. Purtroppo, però, la risposta della direzione didattica è stata sempre che ciò non era possibile, in quanto tale offerta formativa non è previsto per il nostro plesso. Fatto sta che i genitori si sono spaccati e 4 alunni sono stati iscritti in scuole di altro comune limitrofo. Martedì 18 luglio, ci è stato spiegato che se avessimo trovato entro venerdì 21 luglio 4 alunni, sarebbe stato possibile costituire la classe Prima della scuola secondaria di primo Grado a Colli, con il modulo a 30 ore settimanali. La comunicazione del 18 luglio è apparsa a tutti un palliativo per far digerire lo spostamento della classe nel plesso di Anitrella, che pur raccogliendo gli alunni delle due classi quinte della scuola primaria dei plessi di Chiaiamari ed Anitrella, contava soltanto 23 alunni, di qui la perdita della seconda sezione. Spostando, invece, nel plesso di Anitrella, gli alunni della classe V del plesso di Colli, a Anitrella si riusciva a comporre le due sezioni, a discapito della classe soppressa a Colli. Ma al di là di questi artifizi numerici, la cosa che a noi genitori appare gravissima è che il plesso di Anitrella dovrà essere demolito a breve, perché destinatario di un finanziamento per adeguamento antisismico, in quanto risalente agli anni ’60; mentre il plesso di Colli è di nuova costruzione, risalente all’anno 2017. Quindi si sta proponendo di togliere i nostri figli da un plesso sicuro ed antisismico (ricordiamo che la nostra comunità ha perso un proprio studente modello, Nicola Bianchi, nel terremoto del 2009 dell’Aquila) per essere spostati d’imperio in un plesso datato che, nel corso dell’anno 2024, dovrà essere demolito completamente. È un provvedimento abnorme, frutto di logiche algoritmiche che noi respingiamo totalmente, in quanto prioritaria è la sicurezza della sede scolastica frequentata dai nostri figli (ricordiamo che il territorio tutto di Monte San Giovanni Campano e inserito nella tabella sismica in fascia 2), e non siamo disposti a barattare la vita dei nostri figli per mere questioni campanilistiche o quant’altro. È in ballo anche il mantenimento del tessuto sociale del paese, perché, ovviamente, alcuni tra i nostri figli saranno dirottati su scuole diverse rispetto a quelle del comune di Monte San Giovanni Campano, con conseguente allontanamento dai loro amici e compagni di giochi e di studio. Va poi sottolineato che il Plesso di Colli, appena costruito, è un investimento del Comune e della comunità e non lo possiamo certo svuotare e trasformare in una cattedrale nel deserto! Quindi la nostra lotta per lasciare i nostri figli al plesso naturale a loro destinato, che risponde a tutti i crismi di sicurezza vigenti in materia, è viva e vegeta, e continuerà in tutte le sedi istituzionali competenti. Non siamo disposti a far correre rischi inutili ai nostri figli neppure per un minuto, e chi considera pleonastiche le nostre rivendicazioni lo invitiamo a parlare con i genitori di San Giuliano di Puglia o con i genitori che hanno visto rapire il sorriso dei propri figli dal terremoto dell’Aquila”.
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