Roma – “Alza i salari, non i biglietti”: blitz al Pantheon

Roberta Pugliesi
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(di Roberta Pugliesi) Questa mattina un gruppo di attivisti, archeologi, lavoratori/lavoratrici della cultura dell’associazione Mi Riconosci, hanno esposto uno striscione al Pantheon, uno dei monumenti simbolo del caro-biglietti per protestare contro le politiche del Ministero di Gennaro Sangiuliano.

“Ci dicono che alzare i biglietti è necessario per pagare chi in questi luoghi lavora, ma è falso” – spiegano in una nota – “i biglietti nei musei pubblici italiani sono i più alti d’Europa, ma i salari sono i più bassi in assoluto”. L’associazione di addetti ai lavori nel settore culturale denuncia in particolare le condizioni del lavoro in appalto nei musei statali romani, uno dei settori a più alto tasso di sfruttamento in Italia. A dimostrazione che l’aumento del turismo e dei biglietti non corrisponde né ad un aumento di personale né tantomeno di salario gli operatori mostrano il rincaro degli ultimi 6 anni e le paghe da fame: dai 7 euro netti l’ora al Colosseo ai 5,50 euro a Palazzo Barberini, Vittoriano o Galleria Borghese”. Quella che si prospetta al Pantheon è per l’associazione una situazione ancora più grave: non solo si introduce un biglietto di ingresso, ma il Ministero pensa addirittura di fare a meno di lavoratrici e lavoratori, puntando su biglietterie solo online. “Una visione miope – continuano -, che punta a gestire il patrimonio culturale pubblico come mero prodotto turistico e non veicolo di crescita sociale e servizio pubblico” pagato con le tasse dei cittadini, aggiunge Valentina Colagrossi, archeologa e attivista di Mi Riconosci. L’associazione chiede un incontro urgente al Ministro che “già a dicembre ha dichiarato di voler combattere il precariato nel settore, ma negli appalti del suo Ministero le paghe sono sempre più misere” concludono.
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