Omicidio Bricca, padre e figlio coperti dalla famiglia.
Dalle indagini infatti sarebbe venuto fuori che la madre di Roberto Toson e nonna di Mattia, insieme al marito si sarebbero disfatti in una zona in aperta campagna di un sacco nero contenente l’hard disk, la memoria informatica delle telecamere che si trovano intorno alla recinzione della loro casa. Ma i due coniugi non sapevano di essere intercettati. E proprio attraverso le intercettazioni gli investigatori scoprono che i due erano riusciti a disfarsene. Ma quel sacco nero contente l’hard disk era stato recuperato dalle forze dell’ordine. Questo uno dei motivi che ha fatto scattare gli arresti. Il giudice ha ritenuto che la nonna ed il compagno avessero inquinato le prove. La stessa madre di Mattia confermerà nel corso di una intercettazione che il marito della suocera aveva rimosso davanti a lei le telecamere. Anche le vetture sono state ripulite dalle microspie e quando è stato sequestrato il cellulare di Mattia la nonna ha pensato di bloccare l’account. Tutti in quella famiglia avevano dato il loro contributo per eliminare le prove lasciate da padre e figlio, che va detto, sono stati entrambi rinchiusi presso il carcere di Civitavecchia in attesa degli interrogatori di garanzia. Gli arrestati sono rappresentati dagli avvocati Angelo Testa ed Alfonso Pappadia. Mar. Miing
