(di Cesidio Vano) “Festina lente” dicevano gli antichi. Ovvero: affrettati lentamente. Locuzione attribuita all’imperatore Augusto e che Cosimo I dei Medici fece motto della sua flotta navale, il cui logo era – appunto – una tartaruga, volendo sottolineare l’importanza della ponderazione nelle imprese per avere successo.
Ai giorni nostri, “festina lente”, potrebbe essere benissimo il motto della superstrada Sora-Cassino, almeno nel tratto che da Casalvieri va fino a Sora: oltre una ventina di chilometri dove, da qualche giorno, al limite di velocità sceso da decenni a 50 km/h – perché la strada è dissestata – si aggiunge la cancellazione degli unici due tratti stradali, in rettilineo per circa un chilometro, sui quali era consentito il sorpasso. L’ente di gestione della strada – che è per un tratto l’Astral e per un tratto l’Anas – ha, infatti, risegnato le strisce lungo la carreggiata, tirando una linea di mezzeria lunga e mai interrotta: insomma, stando a quella segnalazione orizzontale, non è più consentito il sorpasso lungo tutta la superstrada (sempre meno ‘super’). Quindi, riassumendo: velocità massima consentita 50 Km/h (perché da decenni la strada è malridotta ma nessuno fa manutenzione) e divieto di sorpasso: davanti hai un mezzo pesante carico che arranca a 40 km/h? E vuol dire che te lo devi tenere per tutto il viaggio. E meno male che la chiamano “strada a scorrimento veloce” (altro che la tartaruga di Cosimo I). Tanto che, se si preferisce transitare sulla parallela e meno ‘blasonata’ strada regionale “della Vandra”, si può pigiare sull’acceleratore fino a 70 Km/h! (temerari!). Appunto: affrettati lentamente (festina lente). Che poi, sulla SSV 509 (come si chiama in sigla la Sora-Cassino) il limite dei 50 Km/h non lo rispetta nessuno, neanche i mezzi dell’Astral e dell’Anas, che come gli altri, quando davanti hanno un veicolo troppo lento, lo superano: striscia continua o no. Ma, allora, a che serve il codice della strada e tutti i soldi spesi per tirar avanti quelle nuove ininterrotte strisce bianche? O la verità è che si impongono limiti tanto bassi e si vieta il sorpasso solo per ‘parare’ il fondoschiena dei potenziali responsabili – visto lo stato in cui è ridotto il manto stradale ed alcuni giunti – in caso di sinistro? Tanto si sa che poi l’automobilista italiano ha una capacità tutta sua di applicare le norme della strada alla situazione di fatto e, sulla superstrada, si ‘corre’ lo stesso, mentre il dirigente vive sereno, invece di provvedere a ripristinare un livello di sicurezza coerente con l’importanza e la natura di quella strada.
