Lavoro: nel Lazio scendono le denunce di infortunio. I dati Inail e l’analisi della Cisl

Cesidio Vano
4 MIn Lettura
“Nel Lazio diminuiscono le denunce relative agli infortuni sul lavoro”. Enrico Coppotelli, segretario regionale della Cisl racconta la buona novella, analizzando gli ultimi dati pubblicati da Inail, ma averte anche: “Le aziende devono considerare le risorse per la sicurezza di un investimento e non un costo”.

I numeri diffusi dall’Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro e relativi alla nostra regione dicono che, ad aprile 2022, le denunce di infortunio erano state 3.872, ad aprile 2023 sono 2.480. Nei primi quattro mesi del 2022 si era arrivati a 20.107, nello stesso periodo di quest’anno siamo a 12.980. Parliamo di   7.127 denunce di infortunio in meno. Un calo generalizzato in tutti i settori. La situazione nelle singole province “A Frosinone – spiegano dalla Cisl – tra gennaio e aprile 2022 eravamo a 1.057 denunce di infortuni sul lavoro, adesso siamo a 692. In provincia di Latina siamo passati da 1.938 a 1.241. In quella di Rieti da 500 a 395. In provincia di Roma da 15.572 a 10.058. A Viterbo da 1.040 a 594. La situazione quindi sembra essere migliorata ovunque, anche se va sempre ricordato che parliamo di denunce di infortuni. Gli infortuni veri e propri potrebbero essere più numerosi,  considerando anche quelli che non vengono segnalati. Ma è comunque evidente che la legge dei grandi numeri ha un suo peso”. Va ricordato  che il 2023 è il primo anno con un Covid fortemente ridimensionato, dopo diverso tempo, e questo vuol dire qualcosa. E’ evidente che nel periodo più duro della pandemia c’è stata un’impennata di malattie professionali. “Per completare l’analisi dello studio dell’Inail va detto – sottolineano dal sindacato – che per quanto riguarda gli infortuni con esito mortale nel Lazio, ad aprile 2022 sono stati 6, ad aprile 2023 invece 5. Nei primi quattro mesi del 2022 si era arrivati a 26, nei primi quattro mesi di quest’anno siamo a 25, così distribuiti : 15 in provincia di Roma, 4 in provincia di Frosinone, 4 in provincia di Latina, 1 a Rieti e  1 a Viterbo”. Un’altra diminuzione significativa degli infortuni si è registrato invece nel settore dell’industria: da 2.790 a 2.313. Flessione anche  nell’artigianato: da 483 a 441 e  nel terziario: da 6.330 a 4.460. “Dunque, una diminuzione generale c’è stata e ci piacerebbe pensare che sia tutto ascrivibile ad una maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro – dice Coppotelli -. Una analisi più approfondita del fenomeno  non può prescindere dal fatto che, in ogni caso,  ci sono ancora troppe mancate denunce di malattie professionali e di infortuni sul lavoro. Non sfugge a nessuno  che è aumentato notevolmente il numero dei  lavoratori precari, molti dei quali non vengono neanche formati per il lavoro che dovranno andare a svolgere. Senza considerare la circostanza per cui  diverse patologie non vengono  ancora riconosciute come malattie professionali. Anche questo è un tema da tenere ben  presente. La nostra linea non cambia: le aziende debbono convincersi che le risorse destinate alla sicurezza sono degli investimenti e non dei costi, in termini di qualità, stabilità e dignità del lavoro. Servono anche ad  aumentare  gli indici di reputazione delle stesse aziende. Un’impresa che decide di destinare risorse  alla sicurezza investe contemporaneamente su efficienza, produttività e competitività. La Cisl Lazio – conclude il segretario – manterrà altissima la concentrazione  in  tutti i luoghi di lavoro, vigilando sul pieno rispetto di tutte le norme vigenti sulla materia , convinta che  ammalarsi e morire  per lavoro nel 2023 sia  intollerabile”. Cesidio Vano
Condividi questo articolo
Nessun commento