In centinaia a Montecassino per il doloroso addio a Gianrico Ranaldi

Paola Polidoro
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(di Paola Polidoro) In centinaia per l’estremo saluto a Gianrico Ranaldi. La cattedrale di Montecassino non è riuscita a contenere l’immensa folla di persone arrivate per dirgli addio.

“Non ho avuto la fortuna di conoscere Gianrico ma in questi giorni ho potuto farlo grazie alle testimonianze”. Ha detto l’abate Dom Luca Fallica. “Il più delle volte la morte rivela la qualità di una persona il suo spessore umano i valori di tutto ciò che ha vissuto negli anni della sua esistenza. Anche quando si tratta di una vita spezzata troppo presto. Davanti a tutto quello che avrebbe potuto vivere ancora. È un sentimento vero e giusto rimpiangere quello che avrebbe potuto vivere. Ma è altrettanto giusto ringraziarlo per tutto quello che ha fatto per la sua famiglia, i suoi amici, i suoi studenti. Una vita vissuta fino in fondo, con passione con amore, con competenza, porta frutti anche nella morte. Se il chicco di grano caduto in terra muore produce molti frutti. Questo Gesù lo dice di se stesso e della propria morte ma lo dice anche per noi, e lo dice in questo momento per Gianrico. In questo momento la nostra vita e la nostra morte acquistano un altro valore. È difficile in questo momento capirlo perché il dolore è forte e tutto ci sembra ingiusto. Tuttavia Gesù ci chiede di credere che tutto questo abbia senso. Frutti importanti nella vita così come nella morte. Gianrico era un uomo generoso, appassionato e lungimirante nel suo lavoro e nella sua attività di docente. E come il chicco di grano tutto quello che lui ci ha lasciato, attraverso la sua testimonianza, può dare ancora molto a tutti noi”. Volti rigati dalle lacrime. Tra i banchi colleghi, amici, familiari, cassinati. Ma anche le principali istituzioni politiche e accademiche. Il sindaco, il rettore, il procuratore e il presidente dell’ordine forense di Cassino. Volti noti arrivati da tutta la provincia, gli amici d’infanzia, i compagni di partito, conoscenti. Un uomo che ha vissuto davvero troppo poco, che lascia un profondo vuoto, in particolare nella sua famiglia, ma anche nel cuore di chi ha avuto la fortuna, l’onore e il piacere di conoscerlo, di averlo come docente o come legale. Un uomo perbene.
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