(di Dario Facci) Le Primarie per la segreteria regionale del Partito Democratico che si sono svolte nella giornata di ieri segnano un afflusso di partecipanti in lieve aumento rispetto alle ultime consultazioni dello stesso genere.
Nonostante la vittoria di Daniele Leodori fosse schiacciante e scontata, caratteristiche che in genere non invogliano ad andare alle urne perché la mancanza della gara appiattisce gli entusiasmi, la competizione tra le liste alla conta per affermare (o riaffermare) l’egemonia nel partito, ha riacceso gli animi. Così il primo dato, quello della partecipazione, appare se non entusiastico almeno soddisfacente: 11.158 elettori tra iscritti e non iscritti al Pd si sono recati alle urne in provincia di Frosinone nella prima domenica di vera estate di quest’anno. Non è poco se si considera che nel 2018, quando fu eletto il compianto Bruno Astorre, erano stati 10.751 e nel 2014, quando nel 2012 fu eletto Melilli si era toccata la punta minima con solo 6.438 votanti. Siamo ovviamente lontani mille miglia dai fasti del 2007, quando fu eletto Zingaretti alla guida del partito regionale e alle urne in provincia di Frosinone si recarono ben 34.420 votanti. In attesa dei risultati ufficiali che diranno ci sono gli eletti all’Assemblea Regionale si può dire che la lista risultata maggioritaria (anche questo era un risultato scontato) cioè “Rete Democratica”, quella nella quale è candidato Francesco De Angelis, ha totalizzato 7269 voti, mentre la lista concorrente, “Leodori a Sinistra”, ne ha ottenuti 3754. Si tratta, in percentuale, del 65% per “Rete Democratica” contro il 35% per “Leodori a Sinistra” di Nazzareno Pilozzi.
