Inquinamento Valle del Sacco e stato di salute della popolazione, presentati i risultati del progetto Indaco

Irene Mizzoni
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Sono stati presentati ieri alla Asl di Frosinone i risultati del Progetto INDACO che si propone un’analisi dello stato di salute della popolazione residente nel SIN Valle del Sacco e la conduzione di studi epidemiologici per valutare gli effetti dei rischi ambientali presenti sul territorio.

L’area della Valle del Sacco è stata sede, sin dai primi del ‘900, di una importante attività industriale per la produzione di sostanze chimiche, esplosivi, carrozze ferroviarie, motori di lancio. Nel marzo 2005 è stato riconosciuto lo stato di emergenza in seguito all’identificazione di alti livelli di Beta-esaclorocicoesano (β-HCH), sottoprodotto della lavorazione del pesticida Lindano, in campioni di latte crudo. È stato accertato che l’inquinamento era esteso al fiume Sacco e a una vasta area lungo il fiume a causa dello smaltimento incontrollato dei prodotti di lavorazione dell’industria chimica. Attraverso le periodiche esondazioni del fiume, queste sostanze hanno raggiunto e contaminato anche il suolo, le coltivazioni agricole, il foraggio e gli animali, e sono entrate quindi nella catena alimentare. Nel 2005, in seguito all’accertamento della contaminazione da β-HCH nelle matrici ambientali e negli animali, è stato dichiarato lo stato di emergenza socio-ambientale e la Valle del Sacco è stata inserita tra i Siti di interesse nazionale per la bonifica (SIN). Nel 2016 è stata definita la nuova perimetrazione del SIN, che comprende oggi 19 comuni, di cui 4 della provincia di Roma e 15 della provincia di Frosinone. Le criticità ambientali nel SIN Valle del Sacco sono diverse ed eterogenee. Nell’attuale SIN oltre alla contaminazione da β-HCH, sono presenti inquinanti derivanti da numerosi insediamenti industriali e aree ad elevato inquinamento atmosferico da traffico autoveicolare. Nella zona i valori medi annuali delle concentrazioni di sostanze inquinanti e di biossido di azoto, sono più elevate della media regionale. Nell’area è presente un inquinamento atmosferico diffuso dovuto alla presenza di grandi siti industriali, all’uso massivo di biomasse (legna e pellet) per il riscaldamento e alla presenza dell’autostrada. Inoltre, la conformazione geografica della Valle del Sacco ostacola la dispersione degli inquinanti atmosferici. Nell’ambito del progetto INDACO sono stati elaborati alcuni indicatori di salute – dati di ospedalizzazione, mortalità per causa, incidenza di tumori – per la popolazione residente nei 19 comuni del SIN. Nella piattaforma Stato di salute Valle del Sacco è possibile visualizzare i dati (tassi standardizzati) per comune e per provincia, e fare confronti con i dati regionali (rischio relativo), valutando l’andamento nel tempo. QUI TUTTI I DATI DEL PROGETTO INDACO: Progetto Indaco | Indagini epidemiologiche SIN Valle del Sacco   Così il sindaco di Frosinone, Riccardo Mastrangeli: “Contrastare i fattori che ledono il diritto alla salute”. “I dati del progetto Indaco, presentati ieri nel corso dell’iniziativa della Asl di Frosinone, indicano una stretta correlazione tra mortalità per cause respiratorie e tumorali in coloro che risiedono nel Sin Valle del Sacco – ha spiegato il Sindaco Riccardo Mastrangeli – Il progetto, coordinato dal Dipartimento di Epidemiologia del SSR del Lazio, getta ulteriore luce sulla tematica che è da tempo al centro dell’agenda degli interventi dell’amministrazione comunale del capoluogo. Interventi, questi, frutto di un programma globale teso alla riduzione delle polveri sottili e delle malattie ad esse connesse, con l’obiettivo di agire nel campo della prevenzione e anche, concretamente, con l’adozione di misure per tutelare la salute della collettività, di adulti e bambini. Le risultanze del progetto Indaco, purtroppo, non fanno che corroborare i dati, allarmanti, già da tempo attenzionati nella nostra città in relazione alla presenza di neoplasie, malattie polmonari e cardiovascolari. Una città, la nostra, che possiede un altissimo tasso di motorizzazione e nella quale, dunque, si privilegia l’uso dell’auto privata per gli spostamenti. Certo, in questo quadro va anche considerata la particolare conformazione orografica del nostro territorio, chiuso tra i Monti Lepini e i Monti Ernici, che comporta un minor ricambio di aria, con il conseguente ristagno di polveri. I dati epidemiologici riguardanti il nostro territorio, però, devono rappresentare una ulteriore spinta affinché si adottino delle misure concrete di contrasto all’inquinamento e, dunque, alle patologie ad esso correlate. Per questo, da cittadini e soprattutto da amministratori, non possiamo fermarci alla mera presa di consapevolezza di dati, numeri e statistiche, ma dobbiamo fare tutto quello che è in nostro potere per contrastare efficacemente i fattori che ledono il sacrosanto diritto alla salute di tutti noi, di adulti e di bambini. L’amministrazione, in tal senso, ha previsto interventi significativi nell’ambito della mobilità sostenibile, come le nuove piste ciclopedonali e ciclabili e i parcheggi interscambio, passando per le diverse infrastrutture in fase avanzata di progettazione e per implementare il sistema di trasporto alternativo all’auto privata. Questo nuovo sistema – bus elettrici, nuovo ascensore inclinato e piste ciclopedonali – servirà a venire incontro alle esigenze di tutti i cittadini, piccoli e adulti, ma soprattutto alle fasce sociali più deboli che avranno difficoltà ad avere accesso all’acquisto di auto di nuova generazione. In sinergia con la commissione speciale sanità presieduta dalla dottoressa Teresa Petricca – ha concluso il Sindaco Mastrangeli – il Comune di Frosinone si sta occupando con estrema attenzione della materia sanitaria. Ultima testimonianza, in ordine temporale, l’organizzazione della giornata di prevenzione dell’ictus cerebrale alla villa comunale, che ha richiamato una partecipazione al di sopra di ogni aspettativa. Ciò è avvenuto anche in considerazione dell’importante opera di sensibilizzazione e informazione portata avanti sulle patologie correlate all’inquinamento in questi anni dall’ente comunale e dalle associazioni del territorio”. Così invece l’Onorevole Maria Veronica Rossi: “Sulla bonifica della Valle del Sacco non si può più perdere tempo”. “Se qualcuno aveva ancora qualche dubbio, adesso può convincersi: l’inquinamento, atmosferico e nel sottosuolo, nell’area della Valle del Sacco, uccide. Senza se e senza ma. I dati diffusi dall’autorità sanitaria con il progetto Indaco ci restituiscono un quadro grave e che non permette più di indugiare sul cronoprogramma della bonifica del Sin, che è sempre più un’emergenza sanitaria, sociale ed economica. Nei giorni scorsi sono stata in Regione Lazio presso la direzione rifiuti per capire a che punto si fosse con i vari iter dei tanti siti da bonificare. Ho ricevuto ampie rassicurazioni che si sta procedendo al meglio e che molto presto si entrerà nella fase decisamente più operativa. Uno scenario più che auspicabile. Ho chiesto anche di velocizzare la gara relativa all’ex discarica di via Le Lame, non fosse altro per il fatto che l’appalto si è chiuso a ottobre dello scorso anno e ancora non c’è stata l’individuazione del soggetto attuatore degli interventi. Parliamo di un’area fortemente compromessa dal punto di vista ambientale, a due passi dal fiume Sacco, contigua a insediamenti commerciali e civili, per cui mi sembra non sia più logico perdere altro tempo. Spero che il messaggio uscito dalla conferenza di ieri alla Asl sia chiaro per tutti: non si può più indugiare, con la salute delle persone non si scherza. La Valle del Sacco merita lo stesso impegno e la stessa attenzione che negli anni sono stati dedicati ad altre zone della regione, specialmente se gravitanti nell’area romana”.
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