(di Cesidio Vano) La legge regionale approvata lo scorso 29 luglio, con cui la Pisana ha inteso dettare nuove regole per il collocamento e il funzionamento di slot-machine e videolottery è per diversi punti non applicabile.
Introduce prescrizioni sui tempi delle partite che comportano la modifica del software di gioco, ma questo non è consentito dalla normativa nazionale. Inoltre, prevede irragionevolmente la separazione obbligatoria degli spazi da gioco anche in sale destinate esclusivamente a quell’attività. Mentre per quanto riguarda il distanziamento tra le macchine da gioco (almeno 2 metri l’una dall’altra) deve fare i conti con le regole nazionali che assegnano per ogni macchinetta un’area di 2 metri quadri. A segnalare tutte le criticità che si sono venute a creare nel settore dei giochi d’azzardo autorizzati è stata l’associazione As.Tro che raccoglie gli operatori del settore e aderisce a Confindustria. L’associazione, nei giorni scorsi, ha incontrato il presidente della Regione Francesco Rocca allo scopo di affrontare e superare le criticità sorte dopo la modifica, la scorsa estate, della legge regionale in materia. Nel corso dell’incontro, l’associazione ha evidenziato come “la riduzione della frequenza delle singole giocate a non più di una ogni trenta secondi, prevista dalla legge regionale, è una norma inapplicabile perché i proprietari degli apparecchi o i titolari degli esercizi presso cui sono collocati non possono modificare autonomamente le funzionalità tecniche (software e hardware) che regolano la frequenza delle giocate in quanto gli apparecchi attualmente esistenti sono fabbricati e omologati sulla base di regole tecniche di esclusiva competenza statale: ogni modifica, infatti, deve essere sottoposta – per il tramite del Governo – alla procedura di approvazione in sede UE, prevista dalla Direttiva europea 2015/1535 e, a livello nazionale dal D.lgs.223/2017”. Senza una modifica di questa norma, gli operatori potrebbero incorrere in pesanti sanzioni per l’asserita violazione di una norma inapplicabile. Altra questione, come anticipato, ha riguardato la separazione degli spazi nelle sale dove l’unica attività svolta consiste nell’offerta di gioco lecito. Per As.tro tale regole “non avrebbe senso: sarebbe necessario un intervento che chiarisca come interpretare la norma, che dovrebbe prevedere la separazione degli spazi nei soli locali generalisti”. Per quanto riguarda, invece, il distanziamento tra gli apparecchi, la prescrizione dovrebbe considerarsi meramente ricognitiva (quindi non integrativa o sostitutiva) di quella già prevista nel Decreto Direttoriale dell’ADM del 27 luglio 2011, che all’art. 4 già prevede che “condizione minima di installabilità degli apparecchi consiste nella riserva per ciascun apparecchio di una superficie di ingombro pari almeno a 2 metri quadrati”. Al termine dell’incontro, il presidente Rocca ha assicurato che valuterà approfonditamente tutte le problematiche evidenziate dall’associazione di categoria.
