19 luglio 1992: il giorno dell’attentato mafioso che spezzò le vite di Paolo Borsellino e dei suo agenti di scorta. Tra questi in via D’Amelio a Palermo c’era Emanuela Loi. Oggi a Sant’Elia Fiumerapido è stato intitolato alla memoria della poliziotta un bene recentemente confiscato alla criminalità organizzata.

Toccanti e profonde le parole di Maria Claudia Loi, sorella di Emanuela: “E’ giusto che si facciano queste cose perché la legalità è la virtù che bisogna imparare sin da piccoli. Questa ci fa andare avanti, ci fa essere solidali con le altre persone, ci fa distinguere il bene dal male e ci porta a riconosce tutti i comportamenti illeciti. Doveroso è fare memoria, perché memoria significa mantenere viva una persona cara che non c’è più. Mia sorella è morta per tutti noi, per la nostra democrazia e per la nostra libertà”.
Presente all’evento anche il Prefetto di Frosinone Ernesto Liguori: “Questo è un momento in cui la legalità si afferma. Lo Stato dimostra la sua presenza, la sua efficienza e la volontà di portare sempre avanti la lotta contro la criminalità organizzata. Oggi è stato inaugurato un bene confiscato intitolato alla figura emblematica della lotta alla magia come Emanuele Loi”.
“Come vedete – ha sottolineato il Sindaco di Sant’Elia Fiumerapido Roberto Angelosanto – sorge qui ora una bellissima fattoria didattica e ci sono dei laboratori all’avanguardia per i nostri ragazzi speciali. Questo è un forte segnale di legalità perché questo bene, un tempo provento di attività delittuose, viene restituito alla libera fruizione dei cittadini e soprattutto delle categorie più svantaggiate a parziale risarcimento dei danni subiti dalla comunità proprio a causa delle infiltrazioni criminali nel territorio”.
“La mafia – ha dichiarato il Questore di Frosinone Domenico Condello – va combattuta dal basso partendo dai giovani. Occorre trasmettere principi di legalità, di solidarietà e di rispetto. Bisogna togliere i viveri alla mafia. Questo è il modo più tangibile, assieme alle misure patrimoniali, per staccare la spina alle organizzazioni criminali. Il sequestro di un bene e la successiva intitolazione alla memoria di chi è morto per difendere i valori della patria, è il miglior modo per ricordare i nostri caduti”.
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