La recente festività ha richiamato in varie parti del territorio provinciale la tradizionale accensione dei fuochi ma ha anche scatenato, nella rocca ernica, un mare di critiche per il permesso revocato.
A ricostruire l’accaduto una nota dell’Amministrazione comunale: <<In prossimità di tale festività, il presidente della locale Pro Loco, ha richiesto al Sindaco Padovano l’autorizzazione ad accendere il falò. Sebbene tale attività sia disciplinata dalla Legge, in particolare dall’art. 57 del T. U. L. P. S. (testo unico della legge di pubblica sicurezza), il Sindaco, in considerazione della tradizione popolare ha autorizzato la Pro Loco. In virtù della fiducia, e della conoscenza personale del presidente ha raccomandato, il massimo buon senso poiché il luogo prescelto è situato in una zona urbanizzata e in adiacenza alla strada provinciale, quindi di fare il falò in modo ridotto puramente simbolico. La prospettiva del Faló serale ha generato una inaspettata generosità tra gli aderenti e simpatizzanti della Pro loco che ha prodotto un preoccupante accumulo di materiale destinato al falò, stimato in oltre una decina di camion. Sia le intense manovre, ma anche la notevole quantità di ramaglie accumulate, che avrebbero di certo generato una preoccupante diffusione di fumo, ha suscitato negli abitanti della zona una viva e condivisibile preoccupazione, soprattutto in quelle famiglie sensibili per via della presenza di persone anziane, asmatiche e bambini. Tale preoccupazione si è perfino concretizzata attraverso un esposto giunto al Sindaco, il quale si è prontamente recato sul posto in compagnia del Responsabile della Vigilanza. Fatte le opportune valutazioni, Il Sindaco ha consigliato, pur di salvaguardare la tradizione, di ridurre la quantità di legname accumulata e di procedere comunque alla realizzazione di un Faló in forma ridotta. A questo ragionamento è seguita una istintiva quanto puerile contrapposizione di alcuni rappresentanti della Pro Loco, tale da far sospettare una covata prevenzione. Immediatamente hanno deciso di annullare il falò non tenendo in considerazione l’atteggiamento del Sindaco orientato alla più concreta moderazione. Immediato è stato il trasferimento del contesto in ambito politico, ruolo rivestito in modo maldestro da rappresentanti delle istituzioni anche se di minoranza, i quali, ignorando il fatto di essere Rappresentati della Pubblica Amministrazione, hanno cavalcato la protesta degli affezionati ai falò, polemizzando “fuori dal vaso” e trascurando completamente gli aspetti relativi alla sicurezza rivolta soprattutto ai più deboli. Tra l’altro– concludono dal Comune- i solerti consiglieri Comunali dovrebbero sapere che i falò sono consentiti dalla legge, ma solo a precise condizioni che i trasgressori possono essere perseguiti a norma dell’art. 703 del c.p. Perfino con l’arresto>>. A.T.
