Consorzio Aurunci, 40 milioni di debiti che non pagherà nessuno: il balletto dei commissari e del Tar

Cesidio Vano
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(di Cesidio Vano) Debiti per oltre 40 milioni di euro, che difficilmente saranno pagati. Sono quelli che si stima abbia accumulato il C.A.R.A., ovvero il Consorzio acquedotti riuniti degli Aurunci, ente di cui erano soci diversi comuni della provincia di Frosinone e ormai in scioglimento, il cui organo di liquidazione, però, non è stato più rinnovato e di fatto non esiste.

Non ci sarebbero attività per finanziare la massa passiva e tutti i tentativi messi in atto finora dai creditori chi incassare quanto a loro dovuto sono finiti in un nulla di fatto. Anche il tentativo di accollare ai Comuni soci il debito pro-quota ha visto sorgere un nuovo ostacolo: se non ci si munisce di un provvedimento esecutivo nei confronti del Comune, non si può procedere e anche le sentenze di ottemperanza del Tar e l’eventuale nomina di un commissario ‘ad acta’ sono inefficaci. Lo ha stabilito, ancora una volta, lo stesso Tar del Lazio, sezione di Latina, che mercoledì scorso ha accolto il ricorso del Comune di Santi Cosma e Damiano contro le azioni messe in campo dal commissario ‘ad acta’ che lo stesso Tar di Latina aveva nominato nel 2016. La vicenda oggetto dell’ultima decisione risale infatti ad una contenzioso tra Consorzio e alcuni creditori che già nel 2007 e negli anni seguenti avevano ottenuto provvedimenti esecutivi per oltre 103.000 euro. Non riuscendo ad ottenere il pagamento di quanto lamentato, nel 2013 i creditori si erano rivolti al Tar per l’ottemperanza delle sentenze in loro favore. Il Tar, tra le altre cose, aveva disposto la nomina di un commissario, nella persona del prefetto di Frosinone o suo delegato, che avrebbe dovuto procedere al pagamento. Il prefetto di Frosinone, però, nel 2014 si era rifiutato di nominare il commissario, ritenendola una cosa inutile, poiché il consorzio era in fase di liquidazione, aveva passività per oltre 40 milioni di euro ed era privo di risorse finanziarie; inoltre, proprio nel 2014, con la nuova normativa nazionale le competenze sul Consorzio erano passate dal Ministero dell’Interno alla Regione Lazio, quindi la Prefettura non aveva più competenze in materia. La vicenda era tornata al Tar di Latina, dove i giudici parevano aver sviluppato un orientamento molto deciso: il commissario ‘ad acta’ nominato dal Tribunale amministrativo può agire in sostituzione dell’organo di liquidazione e quindi verificare se ci siano somme con cui pagare i debiti sentenziati dal Tribunale; in mancanza di queste risorse deve e può recuperare tali somme dai soci del consorzio, che sono poi i Comuni aderenti. E così con la nomina di un nuovo commissario, questo aveva provato a far pagare i debiti ai Comuni soci in luogo del Consorzio in liquidazione, chiedendo i soldi direttamente ai sindaci interessati. Tra questi, come detto, il Comune pontino di Santi Cosma e Damiano che – neanche a dirlo – nel 2017 ha impugnato davanti allo stesso Tar di Latina gli atti del nuovo commissario, sostenendo che la sentenza di ottemperanza, che aveva visto come parti coinvolte i creditori e il Consorzio, non poteva essere opposta ad esso Comune, che in quel procedimento non aveva preso parte. Del resto lo stesso Tar di Latina, nel 2015 aveva fissato proprio questo principio: il commissario deve limitarsi alla sola esecuzione del provvedimento esecutivo nei confronti del soggetto per cui è stato emesso e oggetto della sentenza di ottemperanza. Non può quindi agire nei confronti di terzi, estranei all’esecuzione e alla sentenza d’ottemperanza. Qualora, poi, il creditore ritenga che altri soggetti (Comuni, nuovo gestore idrico, ecc.) siano responsabili dei debiti del Consorzio in liquidazione ha allora l’onere di munirsi di un titolo nei confronti dei medesimi, ma ciò presuppone l’instaurazione nelle sedi competenti di un nuovo giudizio nei loro confronti. Otto anni dopo, in base a questo stesso principio, il Tar di Latina ha annullato gli atti compiuti dall’ultimo commissario nominato in questa assurda e complicata vicenda.
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