(di Dario Facci) Solita solfa dai territori ricchi del nord Italia: le tasse che pagano se le vogliono tenere in loco. Un argomento divisivo e sempre a rischio di costituzionalità che complica i decorsi delle riforme.
A incalzare su questo tema sono quelli dell’UPL (Unione delle Province Lombarde) che si sono riuniti a Palazzo Muzio a Sondrio alla presenza dell’assessore regionale Massimo Sertori. Questi ha proposto “un’alleanza fortissima tra Regione e Province” per una battaglia di principio: i tributi delle Province devono restare sul territorio, specialmente se sono guidate da presidenti e consiglieri eletti direttamente dai cittadini. “La nuova riforma delle Province, discussa in Commissione Affari costituzionali del Senato, è necessaria ed urgente – afferma il presidente Upl Luca Santambrogio – scriverò immediatamente al ministro Giancarlo Giorgetti, di cui è nota la sensibilità rispetto alle autonomie locali, mettendo nero su bianco la richiesta di lasciare i tributi sui territori”. La richiesta nasce dalla dimostrazione delle Province di applicare “il buon governo”, ovvero “tempistiche certe, amministrazione trasparente, obiettivi raggiunti come nel caso dei fondi del Pnrr per l’edilizia scolastica” che nella sola Lombardia “ha già visto appaltato l’87% di 151 milioni”. “Le future Province – conclude Santambrogio – devono avere risorse e personale operativo capaci di dare quelle risposte che cittadini ed imprese pretendono in tempi strettissimi”. Oltre a Santambrogio sono intervenuti i presidenti delle Province di Bergamo (Pasquale Gandolfi), Brescia (Emanuele Moraschini), Como (Fiorenzo Bongiasca), Cremona (Paolo Mirko Signoroni), Lecco (Alessandra Hofmann), Mantova (Carlo Bottani), Pavia (Giovanni Palli), Sondrio (Davide Menegola) e il direttore Upl Dario Rigamonti. Dimenticano forse che uno dei punti base del PNRR è proprio la riduzione del divario tra territori del nord e quelli del sud per aumentare la competitività dell’intero Paese.
