Non cala l’attenzione sulla scuola di Arpino: i dibattiti e le vicende che vedono protagonista l’Istituto Comprensivo “M.T. Cicerone” si susseguono a ritmo incalzante. In risposta alla manifestazione di venerdì scorso (leggi qui https://www.tg24.info/arpino-la-scuola-non-si-tocca-appello-a-gran-voce-che-non-puo-essere-ignorato-video-foto/ ) i genitori che si trovano d’accordo con i provvedimenti stabiliti dalla Dirigente Scolastica, prof.ssa Gabriella La Marca, hanno voluto esprimere i motivi del compiacimento rispetto alle disposizioni in oggetto, elaborate e programmate attraverso un impegno comune che ha coinvolto l’intero organigramma scolastico.
«La presenza di bambini a scuola era quasi del 90%, lo dimostra anche il fatto che alla manifestazione non abbiano partecipato le scuole medie dei vari plessi. Questi, a differenza della minima parte che ha manifestato, confermano la volontà di portare un cambiamento radicale ed organizzativo della vecchia scuola. Nell’ultimo Consiglio d’Istituto si evince che l’articolazione del nuovo orario è stata studiata per rispondere a tutte le esigenze: formative, organizzative, gestionali, al fine di migliorare quelle già in atto. Tale articolazione nasce da una serie di esigenze: i bambini dei plessi di Arpino non hanno usufruito della mensa comunale fino al 17 dicembre e la stessa si è attivata solo dopo la sottoscrizione di servizi misti che ha previsto una collaborazione della Scuola con un impiego di personale interno all’Istituto. Ciò ha portato a ridefinire l’organizzazione oraria in modo da ridurre,laddove possibile, i rientri e dunque la refezione scolastica, per evitare situazioni problematiche per il prossimo anno (così come richiesto dal MIUR). Con il vecchio orario si precludono a priori le iscrizioni al semiconvitto (meno servizi educativi e meno opportunità formative per l’intera comunità) perché molte ore di attività didattica ad oggi coincidono con le ore di semiconvitto, e questo non è praticabile; in più con il vecchio tempo scuola non sarà possibile svolgere i progetti PON (la vecchia gestione ha dovuto restituire 105.000 euro di progetti europei, già finanziati, che avrebbero costituito rilevanti opportunità formative gratuite per i bambini). La nuova offerta formativa prevede attività orientative e laboratoriali in raccordo con Scuole secondarie di II grado e le Università, da realizzarsi in orario pomeridiano. Se dovesse permanere il vecchio orario non sarà possibile offrire il servizio prescuola a titolo gratuito, che ad oggi costa moltissimo in termini di risorse finanziarie e professionali (servizio, tra l’altro, di competenza degli Enti locali, che la Scuola si è accollata per evitare che i bambini fossero lasciati da soli, senza controllo, senza elenchi, senza registrazione alcuna, come succedeva in passato). Infine con il vecchio orario non ci saranno le condizioni per garantire il servizio di gestione mista al Comune di Arpino per il prossimo anno, perché se la Scuola non può accettare le iscrizioni al semiconvitto non avrà personale ATA per poter collaborare, ciò determinerà anche la perdita di molti posti di lavoro». Sono questi i motivi sostanziali che trovano la compiacenza di numerose famiglie, rispondono alle esigenze della “maggioranza”: di fatto l’Istituto Comprensivo “M.T. Cicerone” conta circa 1.100 iscritti per il prossimo anno scolastico. La partecipazione alla manifestazione di venerdì viene considerata “esigua” rispetto a quanti, di contro, hanno richiesto ed atteso il “cambiamento” dello statu quo ante. Del resto il principio della settimana corta è una tendenza non solo nazionale ma anche europea: un modello che ormai viene adottato un po’ ovunque. Il comunicato conclude «Ci si dovrebbe concentrare piuttosto sui cambiamenti positivi intervenuti questo anno: servizio prescuola gratuito per tutti con sorveglianza di personale specializzato, maggiori garanzie per la sicurezza dei bambini (anche se il Comune continua a latitare rispetto a quanto richiesto), maggiore rispetto delle regole, degli orari; incremento del personale con 2 unità aggiuntive di collaboratori scolastici richiesti ed ottenuti dal nuovo dirigente scolastico; tentativo di salvare molti posti di lavoro con il nuovo orario. In più fino allo scorso anno scolastico la Scuola versava 1.700 euro al mese per pagare il fitto di una cucina di proprietà del Comune ed i dipendenti pubblici (collaboratori, cuochi) lavoravano per offrire un servizio mensa (di competenza del Comune) oltre il loro carico di lavoro e con l’utilizzo di risorse statali destinate ai bambini. Oggi la Scuola non versa alcunché, usufruisce del servizio mensa ed introita contributi per il sovraccarico di lavoro del personale». Nel frattempo la minoranza consiliare ha fatto richiesta ufficiale per sollecitare la convocazione di un Consiglio Comunale “straordinario ed urgente”, ovviamente in seduta pubblica, al fine di creare un’occasione di confronto e dibattito costruttivo alla presenza di tutte le parti interessate. Ovviamente l’invito è stato esteso anche alla Dirigente Scolastica. Del resto lo stesso Sindaco, Renato Rea, già la scorsa settimana assicurava un incontro imminente, evidentemente vanificatosi. Resta la necessità di comprendere e raccogliere, anzitutto, quali siano le reali esigenze dei bambini, cosa sia meglio per loro: il “vecchio” modello organizzativo applicato per tanti anni? oppure le innovazioni sono, a tutti gli effetti, “nuove” opportunità che corrispondono ad un’offerta formativa più adeguata e lungimirante ed, inoltre, rispondono alle occorrenze delle famiglie e di tutto l’organigramma scolastico? Sara Pacitto
