(di Dario Facci) La prossima settimana la commissione Affari Costituzionali del Senato inizia a lavorare sul testo del ddl che riporterà le Province italiane al voto popolare. L’intenzione della maggioranza (ma anche di ampie aree dell’opposizione) è di approvare la nuova legge entro il prossimo ottobre per rinnovare le amministrazioni degli Enti entro la primavera 2024 in un’election day insieme alle Europee e alle Comunali (come avevamo già ipotizzato).
I tratti distintivi salienti del ddl che arriverà in commissione la prossima settimana sono i seguenti: Organi delle Province (e omologhi nelle città metropolitane) sono Presidente, Assessori, Consiglio. Il Presidente viene eletto al primo turno se raggiunge almeno il 40% dei consensi. In caso contrario si procede con un turno di ballottaggio. Si vota contestualmente anche per il Consiglio Provinciale. Nel caso la lista, o le liste, che sostengono il Presidente eletto non abbiano raggiunto il 60% dei consensi queste otterranno un premio di maggioranza che le porti al 60% della rappresentanza. Il Presidente nomina la Giunta. Quattro assessori per le province al di sotto dei 500.000 abitanti (è il caso di Frosinone, Rieti e Viterbo); sei assessori per quelle che superano i 500.000 (è il caso di Latina); otto assessori per quelle che superano il milione di abitanti (è il caso di Roma ma si tratta di Città Metropolitana). Il Presidente designa tra gli assessori anche il vice presidente. Il Consiglio provinciale dovrà essere composto al massimo per i 2/3 dei consiglieri dell’uno o dell’altro sesso. Sarà eletto per collegi plurinominali. Ad ogni collegio saranno attribuiti dai 3 agli 8 seggi. Il ddl parla di “gruppi di consiglieri” e non di “liste”. Si tratta comunque di liste. L’elettore potrà esprimere due preferenze solo nel caso siano di sesso diverso, altrimenti sarà valida solo la prima. Non è permesso il voto disgiunto. Nel caso di voto a un candidato presidente e una lista o un candidato di lista non collegata al presidente votato la scheda sarà nulla. Il ddl delega il governo a stabilire i collegi per ogni provincia e il numero di consiglieri per collegio. Per questo al momento non è possibile sapere quanti saranno i consiglieri provinciali. Se, come previsto, il decreto sarà approvato entro il prossimo ottobre, con ogni probabilità i presidenti e i consigli attualmente in carica, e in scadenza prima della data delle Provinciali con la nuova legge, saranno prorogati fino alle elezioni con la nuova legge (sarebbe il caso del consiglio provinciale di Frosinone).
