Nel pomeriggio dello scorso lunedì, nella sala stampa magistralmente allestita in tempi brevissimi dalla Pro Loco presso il prestigioso salone di Palazzo Boncompagni, al microfono di Federico Corsetti dell’Associazione Culturale “Pro Campo” di Arpino, i protagonisti di questa appassionante quanto dirompente tornata amministrativa hanno rilasciato le loro primissime battute relativamente l’espressione popolare.
Espressione popolare che, lo ricordiamo, ha attribuito 2023 voti alla lista “Rinascimento per Arpino” con Sgarbi sindaco pari al 44,39%, 1388 voti per “Arpino in Comune” con Andrea Chietini pari al 30,46%, 1146 voti per “Direzione Arpino” con Gianluca Quadrini pari al 25,15%. Su un totale di 7.240 aventi diritto hanno votato 4.644 cittadini, il 64,14% della popolazione. 69 le schede nulle, 17 quelle bianche, una sola contestata. Perspicace la considerazione del neo primo cittadino Vittorio Sgarbi che, tra razionalità e la sottile ilarità che accompagna le sue battute, osserva «Sono un po’ deluso, mi aspettavo più voti. Devo constatare che oltre la metà del paese non mi ha votato e questo un po’ mi turba perché c’è una parte della città che vuole altro. La mia posizione è propositiva, è evidente che io possa essere utile ad Arpino, nonostante questo tante persone hanno votato i miei competitor. Forse per loro non è sufficiente quello che io sono, quello che io dico, o forse sono convinti dell’idea che Arpino debba essere amministrata dagli arpinati, ma è una posizione un po’ conservatrice, riduttiva. Tra l’altro i miei consiglieri sono tutti di Arpino. Se esiste questo pregiudizio occorrerà superarlo oppure occorrerà capire che cosa abbia indotto questi elettori a “mortificarmi”». Da un’analisi obiettiva e razionale del voto emerge, di fatto, che il vero vincitore di questa tornata elettorale è il sindaco uscente Renato Rea: se si sommano le preferenze di coloro che sono stati i protagonisti della sua squadra di governo, è inoppugnabile l’affermazione che la cittadinanza abbia riconfermato la fiducia nei confronti di Rea e dei suoi amministratori. Il risultato dell’espressione popolare sarà sicuramente la più grande gratificazione in assoluto per il sindaco Rea, evidentemente dopo due mandati Arpino continua a riconoscerne ed apprezzarne le potenzialità. L’auspicio è che l’avvocato faccia ancora da collante, per la futura consiliatura, e non faccia mancare la sua disponibilità per i prossimi cinque anni: un quinquennio da pianificare e da costruire, con l’impegno e la collaborazione di tutti, mettendo da parte i personalismi e lasciare spazio al fare, quando in effetti c’è tanto da fare ed insieme è meglio. Sara Pacitto
