Una piazza e una chiesa di Santa Restituta gremite hanno salutato questa mattina monsignor Antonellis, per tutti don Bruno.
E’ complesso racchiudere in poche battute quanto fosse portentoso questo ministro di Dio e quest’uomo autentico. La parola amore probabilmente è la più adatta a sintetizzare la sua essenza di uomo, credente e sacerdote. Don Bruno ha dispensato amore senza confini. Ha offerto momenti di vicinanza che per la gente è stata cibo nutriente. La commozione, oggi, si è unita alla gratitudine al signore per aver dato alla comunità un prete così come era Don Bruno dalla cui esemplarità, ha dichiarato il vescovo S.E. il vescovo della diocesi Gerando Antonazzo, io sono il primo a dover imparare. Grande commozione di S.E. Luca Brandolini, vescovo emerito diocesano. “Sono frastornato dall’emozione di questo incontro – ha detto – Questo bagno di amicizia, affetto, stima reciproca pensavo potesse essere grande ma non in questa maniera. Per me don Bruno è stato il primo e più importante collaboratore. I primi anni è stato più che un fratello, mi ha fatto tenere i piedi per terra e aprire il cuore a tutti, sempre”. “L’ho nominato vicario della diocesi perchè in lui ho visto una di quelle persone che nella chiesa diventano luminose. Sora – ha detto S.E. Lorenzo Chiarinelli, vescovo emerito diocesano – perde una persona ma conservi una memoria e una testimonianza“. La cerimonia si è conclusa con le parole del preside Sandro Rapini, grande amico di don Bruno, e con quelle del nipote: “Beati gli umili perché a loro appartiene il regno dei cieli. Grazie zio”. Grazie don Bruno. FraM
