Dopo la partecipata manifestazione di protesta contro la nuova Ztl di Roma, svoltasi sotto Palazzo Senatorio, arriva anche l’interpellanza di Forza Italia al Governo Meloni, a cui si chiede di fissare un quadro di principi generali entro cui ricondurre i provvedimenti locali sulla mobilità privata urbana e prevedere risorse e incentivi. Inoltre, si mette in guardia l’Esecutivo sulla possibilità che i malumori dei cittadini romani per la restrizione della mobilità con le loro auto più vecchie, potrebbero degenerare in proteste simili a quelle avvenute nel 2018 a Parigi ad opera dei – oggi dimenticati – gilet gialli.
Ieri, infatti, il deputato di Forza Italia, Alessandro Battilocchio, ha annunciato il deposito di un’interpellanza urgente, presentata dal gruppo di Forza Italia alla Camera, di cui è primo firmatario, nella quale “si chiede al Governo, partendo dalla vicenda della Fascia Verde di Roma, di porre fine alla babele di disposizioni sui limiti alla circolazione dei veicoli nelle località urbane. Se è vero che regioni e comuni hanno poteri, anche il Governo può porre limiti a limiti insensati e ripristinare una certezza del diritto basata su criteri uniformi”. Il deposito dell’atto ispettivo è stato annunciato ieri in aula alla Camera dei deputati. L’interpellanza, che chiama in causa il Governo sulla contestata Ztl – Fascia Verde di Roma, porta, oltre alla firma dell’onorevole romano Battilocchio, anche quelle di altri 13 deputati azzurri. Nell’atto, dopo aver riassunto la vicenda e illustrato il contenuto della delibera approvata dalla Giunta di Roma Capitale, si legge: “la fascia meno abbiente della popolazione romana, che risiede in periferia e nella cintura attorno a Roma, possiede e utilizza per motivi di lavoro veicoli ai quali sarà applicato un divieto permanente o programmato di accesso e circolazione. Ciò non solo nella cosiddetta ZTL Anello Ferroviario, che già si estende su una vasta porzione del territorio capitolino, ma anche nella ZTL Fascia Verde, così come ridefinita; il diritto alla mobilità privata è una delle conquiste dell’Italia del dopoguerra: non è pensabile costringere i cittadini a rottamare i propri veicoli, alcuni dei quali (Euro 5) da considerare non inquinanti, per acquistarne altri a minor impatto ambientale”. E più oltre l’onorevole scrive: “l’amministrazione romana appare vivere fuori dalla vita reale: l’assessore alla mobilità parla di «cambio culturale nel concepire lo spostamento, di sharing mobility, di ciclabili». La road map di pochi mesi appare insostenibile ai più. Immediatamente è partita la protesta dei cittadini romani e una raccolta di firme ha raggiunto in pochi giorni oltre 80.000 sottoscrizioni. Una situazione da non sottovalutare perché potrebbe raggiungere tra pochi mesi toni drammatici e altamente conflittuali; la rivolta dei gilet gialli (Francia 2018), nasce da un aumento delle accise dettato da motivi di natura ambientale e sta a dimostrare che l’impatto di tali provvedimenti colpisce maggiormente i meno abbienti. È stata la rivolta dei provinciali che si fanno decine di chilometri per andare al lavoro con le loro carrette diesel, contro i parigini, col metrò e l’auto elettrica sotto casa”. Con l’interpellanza depositata a Palazzo Montecitorio, i deputati azzurri chiedono al Governo se non ritenga opportuno adottare iniziative, anche di carattere normativo, finalizzate a “ricondurre i provvedimenti sulla mobilità privata urbana a una serie di princìpi generali, in maniera tale da escludere disposizioni locali che vietino la circolazione, se adottate in assenza di adeguate e contestuali misure volte a realizzare le infrastrutture necessarie a migliorare la mobilità cittadina e a garantire un trasporto pubblico efficiente e adeguato alle esigenze, tutelando il diritto alla mobilità privata dei meno abbienti che utilizzano il proprio veicolo per lavoro”; se intenda “spostare le risorse destinate agli incentivi per i costosi veicoli con emissioni nella fascia 0-60 grammi di CO2 a quelli per veicoli con emissioni comprese nella fascia 61-135 grammi, per favorire il ricambio del parco auto e ridurre l’inquinamento”; se voglia o meno “prevedere un minimo di accessi consentiti ai centri cittadini per le auto storiche, secondo il modello adottato a Milano”; se sia intenzionato a “introdurre la possibilità di accedere nei centri cittadini ai mezzi vietati, a fronte di specifiche esigenze, mediante iscrizione a piattaforme informatiche appositamente dedicate ed eventuale pagamento di ecopass”; se, ancora, intenda: “escludere, in attesa del rinnovo del parco auto nazionale, qualsiasi forma di divieto di circolazione per i veicoli diesel Euro 5 e benzina Euro 4, posponendo i divieti relativi ai diesel Euro 4” e se, infine, voglia “centralizzare a livello nazionale le fasce orarie e settimanali di divieto di circolazione”.
