(di Cesidio Vano) Una battaglia contro le pale a vento. No, Don Chisciotte e il fidato Sancio Panza non c’entrano nulla. La guerra ai mulini che ‘macinano’ energia – quella eolica – l’ha annunciata la Regione Lazio (ne avevamo già parlato qui https://www.tg24.info/regione-stop-eolico-rocca-va-con-sgarbi-e-fa-girare-le-pale-alla-lombardi/) e, ora, a rilanciare la carica, dopo la netta presa di posizione del presidente Francesco Rocca, è stata l’assessore regionale alla Transizione energetica, Elena Palazzo, che ha partecipato all’iniziativa “L’eolico in mare”, un convegno sul tema dell’energia prodotta dal vento, promosso dallAnev, l’Associazione nazionale dell’energia del vento, in occasione della Giornata della Terra a Villa Borghese.
Che Rocca e la sua giunta possano guardare con favore all’installazione di pale eoliche “flottanti” (cioè galleggianti) in mare, è stato già scritto e detto in diverse occasioni. Però, per sapere effettivamente quale sarà la scelta che la Regione opererà per promuovere le energie alternative, bisognerà attendere gli atti ufficiali e bisognerà vedere come la Regione rimetterà mano al suo piano energetico, quello cioè redatto dal precedente assessore M5S Roberta Lombardi, che invece di eolico e fotovoltaico aveva fatto gli assi portanti. Una decisone, comunque, dovrà essere presa e anche a breve, perché il Lazio deve comunque dare risposte: sia agli imprenditori pronti a investire nel comparto delle energie rinnovabili, sia all’Europa e agli impegni presi per diminuire il consumo di energia prodotta da fonti fossili entro i prossimi anni. Nel frattempo c’è anche una miriade di progetti già presentati, anche approvati e in fase di realizzazione: bisogna capire cosa farne e se portarli a termine. In tutte le province imprenditori e progettisti si sono messi all’opera, cercando terreni e zone in cui sistemare gli impianti fotoelettrici o eolici, anche perché i forti incentivi in tal senso disponibili per la spinta ‘tradizione energetica’, nuovo verbo salvifico dei nostri giorni, sono allettanti. Quello che c’è di certo è lo stop che lo stesso governatore Rocca, in piena condivisione con la linea da sempre portata avanti sul punto dal sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, ha dettato per i nuovi insediamenti di pale eoliche e campi a pannelli solari, spiegando che il Lazio è già saturo e il paesaggio va tutelato. Stop quindi al ‘consumo’ di suolo per aree a vento o solari, che magari sottraggono anche spazi all’agricoltura. Nel corso del convegno “L’eolico in mare” organizzato da Anev, l’assessore Palazzo ha illustrato le sue prime azioni in tema di energie rinnovabili e ribadito i concetti che già Rocca aveva anticipato. Le rinnovabili vanno bene ma a patto che non deturpino il paesaggio: “La transizione energetica è una questione che la giunta guidata dal presidente Rocca considera assolutamente centrale – ha detto Palazzo -. Sono già al lavoro con i nostri uffici per predisporre una delibera di indirizzo che stabilisca criteri chiari in tema di salvaguardia del patrimonio territoriale. Non possiamo infatti dimenticare che ci sono aree della nostra Regione, penso in particolare alla provincia di Latina da cui provengo e che ben conosco, con una ricchezza paesaggistica, storica e agricola che va tutelata. Stiamo inoltre stabilendo una migliore ripartizione della presenza di impianti per le rinnovabili. Sono convinta che si possa andare avanti con la transizione energetica senza deturpare i nostri bellissimi paesaggi, patrimonio di inestimabile valore che intendiamo salvaguardare” ha concluso l’assessore. Nel corso del convegno si è parlato del piano nazionale che prevede una capacità installata di eolico offshore – quindi parliamo di impianti in mare aperto, nda – di almeno 8GW entro il 2030. “Dieci miliardi di investimenti potenziali calcolati, progetti accumulati per oltre 100 GW, ma bandi pari a soli 3,5 GW” questa la situazione descritta dall’Associazione nazionale dell’energia del vento, che ha parlato di “prospettive di crescita nel nostro Paese“ con il potenziale dell’eolico offshore e sottolineato: “I pregi e il ruolo centrale che potrebbe assumere nel Bel Paese la tecnologia flottante, una soluzione particolarmente adatta a mari come il Mediterraneo”. L’ energia ‘rinnovabile offshore’ è vista favorevolmente anche da associazioni ambientaliste come il WWF. Maria Grazia Midulla, responsabile ‘Clima ed Energia’ di WWF Italia, infatti, ha evidenziato come : “rappresenti un aspetto essenziale della transizione energetica verso un’economia resiliente e completamente decarbonizzata, ed è indispensabile per raggiungere un’Europa climaticamente neutrale. L’Italia è in ritardo sulla pianificazione dello spazio marittimo e si stanno accumulando progetti. Ambientalisti e operatori dell’eolico possono agire insieme per uscire da questa situazione di stallo, anche attraverso un confronto sulle Linee Guida messe a punto dal WWF per assicurare la minimizzazione degli impatti dei progetti di eolico offshore” ha concluso.
