AGGIORNAMENTO Ceprano – Coronavirus, la paura tra piazze semivuote, social e gruppi whatsapp

Carlo Capone
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A Ceprano non si parla d’altro. Le vie sono semideserte, ma le poche persone che si incontrano non fanno altro che parlare dell’emergenza coronavirus e, nelle ultime ore, del caso del primo morto in provincia, proprio un 75enne cepranese. Il clima è quasi surreale, ma l’impressione è che il messaggio di compattarsi e lottare tutti insieme sia passato: anche rispetto a due giorni fa, infatti, si vedono pochi giovani in giro, gli assembramenti di persone in Piazza Martiri di via Fani sono un lontano ricordo, rimangono gli affezionati dei bar che si contano però ormai sulle dita di una mano. Tutto questo è conseguenza di quanto si sente a livello nazionale ormai da qualche giorno e della notizia locale rimbalzata dal primo mattino di oggi. Gli unici luoghi, complice anche il weekend, che rimangono pieni, sono i supermercati.

“E’ arrivato anche a noi”, sussurra qualcuno. “C’era solo da aspettare”, risponde un altro. Ci sono poi i catastrofisti: “E ancora non è niente”. La maggior parte dei cittadini con i quali abbiamo avuto modo di parlare, però, dimostra di reagire in maniera responsabile: “Era solo questione di tempo, ora però bisogna fare del tutto per stare chiusi in casa e aspettare”. Eh si, non c’è molta alternativa, questa è l’unica via possibile. Aspettare il corso degli eventi, facendo il massimo perchè non si creino le situazioni per la diffusione del contagio. C’è poi il mondo parallelo dei social e del web. Un mondo da interpretare, soprattutto in questo momento delicato. Un mezzo che se utilizzato nel migliore dei modi può diventare un incredibile aiuto dal punto di vista sociale. Ma che, se utilizzato invece in maniera non corretta, può soltanto alimentare paura e convinzioni sbagliate, anche quelle che non ci si trovi di fronte ad una vera e propria emergenza. E, proprio così, anche in questo caso la reazione è molteplice: c’è chi “posta” solo messaggi di accusa nei confronti della classe politica di turno, chi cerca di far capire di volersi estraniare da tutto per non pensarci, chi invece non nasconde tutta la propria preoccupazione invitanto a rispettare le regole e i consigli che ormai ci bombardano per tutta la giornata. Ma anche per quanto riguarda il web, nel complesso, la reazione della popolazione cepranese è assolutamente matura, con i social o i gruppi di whatsapp che vengono utilizzati per ribadire che in questo momento la cosa migliore sia quella di stare a casa. Insomma, per utilizzare un termine tanto caro al sindaco Galli, c’è sempre qualche “imbecille” troppo protagonista che in questi giorni tende a minimizzare la cosa, anche per convenienza personale magari legata ad una attività privata o ad altri aspetti, ma la maggioranza delle persone si sta comportando in maniera matura, dimostrando di capire che in questo momento ormai non si può più scherzare. CAP
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