(Di Dario Facci) La questione delle questioni, cioè la realizzazione o meno del termovalorizzatore di Roma, segna avvolta dal silenzio un serio passo avanti.
Non è stato dato il giusto risalto, per esempio, dopo la pubblicazione del Documento di Economia e Finanza 2023-2025 sul Bur della Regione, il sostanziale assenso proprio al famigerato impianto rifiuti agognato da Gualtieri. Nel capitolo che riguarda l’Ambiente, a pagina 104, si legge: “ (…) per migliorare la situazione generale nella gestione dei rifiuti sarà necessario un rafforzamento della raccolta differenziata particolarmente a Roma sull’esempio dei comuni più virtuosi del Lazio e la realizzazione, completamento ed efficientamento degli impianti di trattamento propedeutici alla filiera del recupero, riuso e riciclo ma soprattutto la realizzazione di linee di termocombustione per la chiusura del ciclo dei rifiuti regionali e in località idonee, non confliggenti con le vocazioni territoriali”. Non si potrebbe interpretare diversamente questo passo se non con una sostanziale approvazione della costruzione anche del nuovo impianto romano. Da sottolineare comunque l’espresso richiamo all’incremento della raccolta differenziata, vera spina nel fianco nonché vergogna della Capitale che viaggia ancora su percentuali da terzo mondo e il richiamo al rispetto delle norme sulla scelta dell’area da destinare all’impianto. Sulla questione dobbiamo però anche prendere in considerazione un fatto esiziale. Qualche giorno fa il commissario europeo per l’ambiente, il lituano Virginijus Sinkevicius, ha dato il suo assenso alla soluzione termovalorizzatore per Roma. Il commissario però ha anche avanzato delle perplessità sulla scelta del sito di Santa Palomba (relative soprattutto all’approvvigionamento di acqua). La questione non si può certo considerare conclusa così nonostante l’innegabile punto segnato dalla posizione Gualtieri. Restano alcune perplessità che gli oppositori del termovalorizzatori non mancheranno di far valere. La prima: come può il Documento di Economia e Finanza della Regione prevedere posizioni contrarie al regolamento sui Rifiuti di cui la medesima Regione si è dotata? Quel piano prevede che nel Lazio, oltre quello di San Vittore in provincia di Frosinone, non debbano esistere altri termovalorizzatori. Una tesi, questa, alla quale l’assessore regionale Righini ha già risposto. La materia rifiuti di Roma, infatti, sarebbe stata sottratta alla potestà della Regione perché conferita al Commissario per il Giubileo, cioè proprio il sindaco Gualtieri. Risposta che potrebbe trovare un limite nella considerazione che l’incarico commissariale di Gualtieri è conferito in quanto sindaco di Roma Capitale e non di sindaco della Città Metropolitana. Non avrebbe tutti i diritti, insomma, perché l’area individuata per il termovalorizzatore è al confine con territori appartenenti a comuni diversi da Roma che non possono essere estromessi dalla volontà autorizzativa. Servirebbe per quella, insomma, sempre l’intervento della Regione. Avvincente groviglio normativo.
