FOCUS – Occhio agli asparagi…ma anche alla legge

Roberta Pugliesi
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Come ogni anno è giunta l’ora degli asparagi selvatici. In azione i raccoglitori, quelli solitari per i quali sono solo “la scusa per fare una passeggiata all’aria aperta” e che ne raccolgono giusto qualcuno per fare una frittata. Ma è anche il momento che entrano in azione veri e propri gruppi organizzati della serie “almeno 10 chili li dobbiamo raccogliere”. Ma non vige l’anarchia anzi esistono delle regole ben precise, una legge: la numero 32 del 5 agosto 1998.

“È consentita la raccolta giornaliera entro il limite per persona di 1 Kg; la raccolta è vietata durante le ore notturne, da un’ora dopo il tramonto a un’ora prima della levata del sole. È vietato l’uso di rastrelli, uncini o altri mezzi che possano danneggiare lo stato umifero del terreno o l’apparato radicale della vegetazione”. Non meno importanti le indicazioni sui luoghi interdetti. La raccolta è vietata infatti nelle riserve naturali integrali regionali; nelle aree ricadenti in parchi e riserve naturali regionali, individuate dai relativi organismi di gestione; nelle aree specificamente interdette dalla Giunta regionale per motivi silvo-colturali ovvero perché ritenute di particolare valore naturalistico o scientifico; nelle aree ricadenti in parchi nazionali e riserve naturali statali, salvo diverse disposizioni dei competenti organismi di gestione. La raccolta è altresì vietata nei giardini, nei parchi privati per tutta la loro estensione, e nei terreni di pertinenza degli immobili ad uso abitativo per un raggio di almeno 100 metri, salvo che ai proprietari. E’ vietato infine raccogliere asparagi nelle aree urbane a verde pubblico e per una fascia di 10 metri dal margine delle strade di viabilità pubblica, nonché nelle aree recuperate da ex discariche e nelle zone industriali. Quindi si a tagliatelle e frittate con gli asparagi ma occhio ai regolamenti. Roberta Pugliesi
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